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Stranieri residenti in Emilia-Romagna e in Toscana al Censimento 2011. Un quadro socio-demografico per cittadinanza

Bruno Cantalini, Alessandro Valentini
censimento popolazione straniera in italia

Un e-book recentemente edito dall’Istat, s seguito del censimento 2011, costituisce l’occasione per analizzare la presenza straniera in due regioni, l’Emilia-Romagna e la Toscana, che possono essere considerate rappresentative del fenomeno nelle rispettive ripartizioni di appartenenza (Nord e Centro). L’Emilia-Romagna si contraddistingue nel 2011 come l’area con la più elevata incidenza (10,4%) di stranieri sul totale della popolazione, superando la Lombardia nella graduatoria delle regioni più attrattive. La Toscana occupa il quinto posto in graduatoria, con un’incidenza di stranieri dell’8,8%.

In entrambe le regioni si esaminano alcune caratteristiche socio-demografiche degli stranieri, con particolare riguardo alle tre compagini di maggiore consistenza numerica. Si tratta per l’Emilia-Romagna delle cittadinanze marocchina (14,2% rispetto al totale degli stranieri nel 2011), rumena (12,9%) e albanese (12,6%); per la Toscana di quelle albanese (19,9%), rumena (19,8%) e cinese (9,8%). Le popolazioni di origine marocchina, albanese e cinese presentano un sostanziale equilibrio per genere (da 105 a 110 maschi per 100 femmine) e una base demografica piuttosto ampia (la quota di bambini da 0 a 14 anni oscilla dal 24 al 29%). La cittadinanza rumena è invece sbilanciata a favore della componente femminile, con una percentuale di bambini pari a circa la metà delle altre cittadinanze più numerose.

Differenziali nelle condizioni abitative

Schermata 2015-12-09 a 09.49.32I principali indicatori sulle condizioni abitative relative all’Emilia-Romagna e alla Toscana (Tavola 1) mettono in risalto differenze molto nette tra gli italiani e gli stranieri. L’elemento più marcato di discordanza riguarda la quota di famiglie che occupano l’abitazione in affitto, molto bassa tra i primi (15,5% in Emilia-Romagna e 13,5% in Toscana) e predominante invece tra i secondi (68,4% e 63,4 % nelle due regioni). Anche i modi di utilizzo dell’abitazione presentano importanti tratti distintivi tra i due gruppi. Un primo elemento peculiare riguarda, per gli stranieri, l’ampia diffusione (pari a circa 1/5 del totale delle famiglie) del fenomeno della coabitazione, che è invece assai poco frequente tra gli italiani (3% circa). Un’altra specificità è legata ai più ridotti spazi a disposizione per gli stranieri all’interno delle abitazioni rispetto agli autoctoni: gli indici di affollamento, infatti, sono mediamente più alti di quasi il 50%. Un ulteriore elemento di differenziazione è quello inerente le peggiori condizioni igienico-sanitarie degli stranieri, una cui proxy è rappresentata dalla minore disponibilità di acqua potabile rispetto alle famiglie italiane.

Importanti elementi di distinzione si evidenziano anche con riferimento alle diverse cittadinanze. La popolazione di origine albanese si trova in condizioni abitative maggiormente precarie (più famiglie in affitto, peggiori condizioni sanitarie, più elevati indici di affollamento); quella rumena si segnala invece per la forte incidenza delle famiglie in coabitazione. 

Percorsi formativi a confronto

Schermata 2015-12-09 a 09.49.39La composizione della popolazione di 6 anni e più per titolo di studio consente di rilevare le differenze nei percorsi formativi tra italiani e stranieri (Tavola2). Per facilitare l’interpretazione dei dati, i diversi effetti ascrivibili alla struttura per età sono stati qui neutralizzati attraverso il ricorso, per tutte le cittadinanze, alla medesima popolazione standard (censiti in Italia per età e genere al 2011). La quota di coloro che non hanno nessun titolo di studio risulta più alta di 10 punti percentuali tra gli stranieri (circa 18%) rispetto agli italiani (8,3%). Le differenze tra le diverse collettività sono però sensibili; ad esempio, mentre per i romeni l’incidenza di coloro che non hanno conseguito un titolo di studio è molto vicina a quella degli italiani (praticamente coincide nel caso della Toscana), per i marocchini in Emilia Romagna la stessa quota sfiora il 38% e per i cinesi in Toscana supera il 24%.

Diverso grado di partecipazione al mercato del lavoro

Schermata 2015-12-09 a 09.49.47Relativamente alla situazione occupazionale (Tavola 3), i tassi standardizzati evidenziano differenze contenute tra italiani e stranieri per quanto riguarda i tassi di inattività. Diversa è invece la situazione che si riscontra relativamente alla facilità di accesso al mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione degli stranieri (13,1% in Emilia-Romagna e 12,2% in Toscana) è significativamente più elevato di quello degli italiani (6,9% in Emilia-Romagna e 9,0% in Toscana), con ridotti differenziali di genere.

Anche gli indicatori che riguardano il mercato del lavoro evidenziano scostamenti significativi tra le varie cittadinanze: in Emilia-Romagna spicca in negativo quella marocchina che si mette in luce per una scarsa partecipazione al mercato del lavoro e per un’accentuata disoccupazione. I modesti tassi di attività dei marocchini possono essere sostanzialmente ricondotti al comportamento delle donne che, come emerge chiaramente dai dati, restano spesso fuori dal mercato del lavoro (tasso di inattività pari al 73,6%). Una caratterizzazione simile, anche se meno accentuata, si mette in luce per la collettività albanese in entrambe le regioni. Comportamenti del tutto diversi, invece, contraddistinguono la collettività romena e quella cinese: in Toscana i cinesi mostrano addirittura una più elevata partecipazione al mercato del lavoro e un tasso di disoccupazione più bassi degli italiani.

Un approfondimento territoriale: modelli insediativi a confronto

Schermata 2015-12-09 a 09.49.55Schermata 2015-12-09 a 09.50.02Il Censimento conferma ancora una volta l’importanza nello studio delle migrazioni e dell’immigrazione di due variabili: quella relativa alla cittadinanza di appartenenza e quella relativa al territorio di accoglienza. Risulta difficile parlare di immigrazione tout court senza fare riferimento ai diversi modelli insediativi adottati dalle tante collettività presenti sul nostro territorio. L’ebook ne tiene conto e offre inoltre una visione di sintesi (due esempi della quale sono forniti nelle figg. 1 e 2 – per approfondimenti, si rimanda al testo originale) che consente una volta ancora di mettere in luce per il nostro paese la rilevanza di modelli locali di integrazione.

Glossario:

Coabitazione = Due più famiglie sono coabitanti quando vivono all’interno della stessa abitazione in assenza di vincoli di natura parentale o affettiva.
Indice di affollamento = Numero di persone per 100 metri quadrati

Per saperne di più

Istat, La popolazione straniera in Emilia-Romagna e in Toscana, 2015.

 

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