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Roma Capitale: oltre mezzo milione di stranieri

Fabrizio Ciocca
Roma Capitale

Oggi la città metropolitana di Roma Capitale rappresenta il territorio italiano con il maggior numero di immigrati regolari: 1 ogni 8 residenti. Un fenomeno, quello dell’aumento della popolazione straniera, in continua crescita. In questo articolo ce ne parla Fabrizio Ciocca.

La popolazione straniera sul territorio romano è da considerarsi un fenomeno oramai non solo stabile e permanente, ma in continua crescita. I dati in effetti sono impressionanti: attualmente sono oltre mezzo milione gli stranieri che risiedono nell’area urbana della città Metropolitana di Roma capitale (ex Provincia di Roma fino al 2014), pari al 10,8% del totale italiano. In particolare negli ultimi dieci anni vi è stato un notevole aumento della popolazione straniera: dalle 321 mila unità del 2008 alle 556 mila del 2018 (di cui il 68% vive nel comune di Roma), con un aumento di 235 mila unità ed un’incidenza sulla popolazione complessiva che cresce dal 7,9% al 12,8%.

Inoltre sempre nell’arco di tempo considerato, la popolazione complessiva è cresciuta di 294 mila unità; ciò significa che l’80% dell’aumento demografico è stato costituito da cittadini stranieri.

Per quanto riguarda le nascite, se all’inizio del 2008 risultavano registrati all’anagrafe 4.410 bambini stranieri nati nel corso dell’anno precedente¹, pari all’11% delle nascite totali del 2007 (39.270), dieci anni dopo l’incidenza dei bambini “immigrati” sale al 17% (5.653) sul totale delle nascite nell’anno solare 2017, pari a 33.063. Se quindi il numero di bambini nati da coppie con entrambi i genitori stranieri straniere aumenta nel tempo, quelli nati da coppie con i genitori entrambi italiani cala notevolmente, scendendo da circa 33 mila a 25 mila nel periodo di riferimento².

Le comunità immigrate: conferme e novità

Dall’analisi comparativa sulle singole comunità presenti emergono una serie di elementi di stabilità ma anche di novità. Le prime quindici per numerosità continuano a rappresentare oltre il 70% di tutti gli immigrati residenti; se nel 2008 queste concentravano il 72% di tutti gli stranieri, oggi ne costituiscono il 78%.

La comunità rumena e filippina rimangono ancora rispettivamente prima e seconda a distanza di 10 anni, ed insieme rappresentano il 40% di tutti gli immigrati residenti nell’area della città metropolitana di Roma. Si consolidano inoltre, per presenza e crescita costante, una serie di comunità che ormai fanno parte del “panorama storico” multiculturale del tessuto sociale città, quali per esempio quella peruviana, ucraina, egiziana, polacca ed albanese. (Fig.1)

Si registra però, rispetto al 2008, un notevole aumento di tutta la componente “asiatica” , che tra le comunità straniere, sono quelle che aumentano di più in termini percentuali il numero dei propri residenti: in particolare quella bengalese, che quasi triplica l’ammontare dei propri membri (prima comunità musulmana della Capitale), di quella indiana e cinese. (Fig.2)

Relativamente al Continente di origine, la maggioranza degli stranieri continua ad avere la cittadinanza di un paese europeo, ma cresce percentualmente la quota di coloro che provengono dall’Asia. In termini percentuali rimane stabile invece la componente ‘africana’ dei migranti, aumentando in termini assoluti di sole 25 mila unità rispetto al 2008. (Fig.3)

Nuclei familiari e single

Un altro parametro da prendere in considerazione in questa analisi è il rapporto numerico tra la componente maschile e femminile, criterio molto importante per capire il tipo di composizione interna dalle singole collettività. Prendendo quindi a riferimento sempre le 15 comunità straniere più numerose, e messe a confronto con i dati del 2008, per la maggior parte, la composizione percentuale tra maschi e femmine rimane sostanzialmente simile. (Fig.4)

Si confermano quindi 3 tipologie di ‘struttura migratoria’ consolidate: la prima, dove la caratteristica principale è il nucleo familiare (prima fra tutti quella cinese, albanese e poi rumena), un secondo, dove è quasi prevalente la componente maschile (soprattutto tra bengalese ed egiziani) ed infine comunità a guida “femminile” (in particolare tra le nazioni latino-americane e dell’Europa dell’est), dove la maggior parte è composta da donne lavoratrici single, impiegate per lo più come domestiche e colf.

Conclusioni

Analizzando i flussi migratori e la componente straniera negli ultimi dieci anni, si comprende come il fenomeno sia non solo stabile, ma in continua crescita. A partite dal 2008 infatti, gli stranieri sono aumentati di oltre 230 mila unità, tra nuovi nati e ricongiungimenti familiari,

Il territorio della città metropolitana di Roma, in linea con le tendenze di altri grandi capitali europee come Londra, Parigi, Berlino, è caratterizzato da una forte componente straniera (oltre il 10% della popolazione totale), che nel corso dei prossimi anni sarà parte fondamentale, ancor più che oggi, del tessuto socio-produttivo della città e inciderà profondamente sulla variazione demografica della città.

L’apporto straniero in termini demografici, e con tutto quello che ne consegue in termini socio-economici, rimane quindi fondamentale, in un periodo in cui il nostro Paese sta vivendo una forte crisi delle nascite e un progressivo invecchiamento della popolazione, a cui non sfugge nemmeno Roma Capitale (negli ultimi dieci anni i decessi sono stati 396 mila mentre le nascite 383 mila).

Note

¹Rilevazione degli iscritti in anagrafe per nascita

² Nuovi nati registrati all’anagrafe nell’anno solare 2007 e 2017 – dati per la città metropolitana Roma Capitale

 

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