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Rapporto sulla popolazione. Sessualità e riproduzione nell’Italia contemporanea

La Redazione

Nei giorni scorsi è uscito il “Rapporto sulla popolazione. Sessualità e riproduzione dell’Italia contemporanea”, edito da Il Mulino, e voluto dall’AISP, (Associazione Italiana per gli Studi  di Popolazione). Un breve ma denso libro, scritto da una pluralità di ricercatori, che indaga aspetti strutturali della riproduzione meno conosciuti, ma di grande rilevanza per  la comprensione del fenomeno. Neodemos non usa fare recensioni o annunzi di libri: ma fa un’eccezione per questo “Rapporto”  che rappresenta il risultato efficace dell’impegno di sintesi della comunità degli studiosi di popolazione e di demografia. Una comunità convinta – come noi di Neodemos  – che la ricerca, anche quella cutting edge,  debba diffondere i suoi risultati a cerchie sempre più ampie di lettori ed utilizzatori.

Alcuni Autori hanno promesso, nelle prossime settimane, interventi sui temi trattati nel “Rapporto” che pubblicheremo prontamente nel sito. Crediamo utile, comunque, dare alcune brevi indicazioni sui contenuti dei sei capitoli che integrano il Rapporto.  Il primo di questi si domanda “Cambia le biologia delle riproduzione?”. La risposta è negativa, poiché le “caratteristiche fondamentali della fisiologia riproduttiva (età al menarca e alla menopausa, rischio di sterilità e rischio di aborto spontaneo) non sembrano essersi modificate per le italiane ora in età riproduttiva rispetto alle loro madri”. Se c’è un modesto aumento dell’incidenza della sterilità e degli aborti spontanei, questo è spiegato dal fatto che  – mediamente – il calendario della riproduzione si è spostato in avanti nel ciclo di vita delle donne.  Un cambiamento notevole si è avuto invece per quanto riguarda l’allattamento a partire dagli anni ’70, con un aumento sia della percentuale delle madri che allattano, sia della durata dell’allattamento.

Il secondo capitolo tratta  “Le trasformazioni nella vita sessuale”, davvero notevoli negli ultimi decenni. Indagini che un tempo sarebbero state tabù, portano gli Autori a sintetizzare i cambiamenti come segue: “la frequenza dei rapporti sessuali si è intensificata, e  per una crescente proporzione di donne il piacere sessuale è divenuto un elemento sempre più importante del rapporto di coppia… Anche l’età al primo rapporto sessuale delle giovani donne è sempre più vicina a quella dei coetanei maschi… Infine si è allargato l’intervallo di età in cui si praticano rapporti sessuali, andando ben oltre la menopausa”.

Nel terzo capitolo,  “Un legame diverso tra unioni di coppia e fecondità”, si conclude  che il forte calo dei matrimoni non ha generato un parallelo calo della fecondità. “Sembra essere accaduto piuttosto il contrario: la diffusione di modelli più variegati di formazione delle nuova famiglie ha reso meno vincolante il percorso che porta alla nascita di un bambino”.

Il quarto capitolo affronta il tema della contraccezione e “Il lento tramonto del coito interrotto”. In questo campo l’Italia non si omologa agli altri paesi europei:  “fra le coppie italiane il tramonto del coito interrotto è stato eccezionalmente tardivo, la pillola si è diffusa molto lentamente e la sterilizzazione non ha mai preso piede.” C’è stata una sorta di lenta e diffidente adesione alla tecnologia della contraccezione, che implica una sorta di medicalizzazione di un rapporto che gli italiani sentono esclusivamente privato.

Il quinto capitolo, “Il declino dell’aborto volontario”, segue le vicende dell’IVG, la cui incidenza si è fortemente abbassata nel tempo. Tuttavia esistono gruppi di donne tra le quali il ricorso all’IVG è ancora molto rilevante, soprattutto le donne molto giovani e le straniere che hanno maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

Infine il capitolo sesto affronta un tema poco noto quanto interessante: “Les enfants du désir. Procreazione medicalmente assistita e adozione”, due vie diverse per realizzare l’aspirazione alle genitorialità. Non si tratta di fenomeni di massa, anche se le 5.000 adozioni e le 12.000 nascite via PMA sono numeri significativi e che riguardano un universo di coppie relativamente numeroso, se si includono quelle che non ottengono i risultati sperati. E gettano luce su un fenomeno, quello della aspirazione alla genitorialità, che ha radici profonde e complesse..

Neodemos consiglia vivamente la lettura del Rapporto: scritto in modo facile ma non banale, con una equilibrata documentazione quantitativa, costellato di spunti  e suggerimenti originali che invitano ad ulteriori approfondimenti.

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