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Matrimonio misto all’italiana (*)

Antonella Guarneri, Claudia Iaccarino

Nell’ultimo decennio i matrimoni con almeno uno sposo straniero celebrati in Italia sono passati dal 5,1% nel 1998 al 15% nel 2008: di questi i due terzi sono misti (oltre 24 mila nel 2008).

I matrimoni misti, in cui un coniuge è italiano e l’altro straniero, appaiono di estremo interesse visto che si pongono come elemento di “interazione” tra le diverse componenti della popolazione e come testimonianza del melting pot culturale che sta progressivamente contraddistinguendo anche il nostro paese, di “nuova” immigrazione.

Tipologie di coppie miste
Nelle coppie miste, nel 2008, la tipologia più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e la sposa è straniera: 7,4 per cento matrimoni a livello medio nazionale, per un totale di 18.240 nozze celebrate nel 2008, con punte del 9,9 per cento al Nord e 9,2 per cento al Centro. Le donne italiane che scelgono un partner straniero sono invece molto meno numerose: 6.308 matrimoni, il 2,6% del totale delle spose.

Come già messo in luce nell’articolo, considerando complessivamente il fenomeno della nuzialità, In Italia, mentre diminuiscono i primi matrimoni, anche per via della crescente diffusione delle coppie di fatto, appaiono in aumento i secondi o successivi (v. anche Matrimoni: un fenomeno in via di mutamento?). La distinzione tra primonuzialità e matrimoni successivi al primo appare una chiave di lettura da tenere in considerazione anche a proposito delle coppie miste. In queste unioni, infatti, si tratta di un matrimonio successivo al primo nel 31% circa dei casi per lo sposo (solo l’8%, invece, nel caso di sposi entrambi italiani) e nel 37% circa dei casi per la sposa (contro il 7% se gli sposi sono italiani).

Sposi stranieri giovani ma non troppo
Ma le peculiarità dei matrimoni misti non si fermano qui. Consideriamo, ad esempio, la differenza di età fra gli sposi che, complessivamente, è pari a 3,2 anni (in media gli sposi hanno 34,5 anni e le spose 31,3), ma la situazione cambia moltissimo se si dettaglia per tipologia di coppia o per ordine di matrimonio (primi matrimoni o secondi e successivi).

Tabella 1 – Differenze di età fra gli sposi (sposo-sposa) per tipologia di coppia e tipo di matrimonio – Anno 2008

TIPO MATRIMONIO Sposo ITALIANO e
sposa STRANIERA
Sposo STRANIERO e
sposa ITALIANA
ENTRAMBI STRANIERI ENTRAMBI ITALIANI Totale
PRIMI MATRIMONI 6,0 -0,2 2,4 2,7 2,8
Seconde nozze SOLO SPOSO 15,1 4,9 7,4 7,9 9,2
Seconde nozze SOLO SPOSA 5,3 -10,0 -1,4 0,4 0,5
Seconde nozze ENTRAMBI 12,8 -0,8 3,8 5,8 7,0
Totale 7,9 -1,2 2,5 3,0 3,2

Nelle coppie in cui entrambi gli sposi sono italiani, mediamente lo sposo è di circa 3 anni più grande della sposa, più o meno la stessa situazione che si trova anche nelle coppie in cui entrambi gli sposi sono stranieri (2,5 anni di differenza). Quando, invece, lo sposo è italiano e la sposa è straniera, la differenza arriva a quasi 8 anni (l’età media è 41,2 per lo sposo e 33,3 per la sposa), mentre le donne italiane, mediamente, sposano uomini stranieri più giovani di circa 1 anno.
Ancora, se solo la sposa è straniera e lo sposo non è al primo matrimonio – in questo caso le età medie sono pari a 50,6 per lui e 35,6 per lei – la differenza media sale a oltre 15 anni; se, invece, per entrambi non è il primo matrimonio le età medie sono 57,4 per lui e 44,6 per lei, con una differenza di 12,8 anni. Per quanto riguarda le donne italiane che sposano uno straniero, la sposa, se ha già alle spalle un matrimonio, sceglie un marito straniero in media più giovane di 10 anni (gli sposi hanno in media 32,5 anni e le spose 42,5).
Insomma, l’età al matrimonio, quando gli sposi sono stranieri, appare connessa con l’appartenenza alle differenti collettività e ai differenti progetti migratori che le caratterizzano.

E se si considera la cittadinanza?
Sul versante della cittadinanza, una prima caratteristica che si impone all’attenzione riguarda la diversa distribuzione osservata per sposi e spose. Infatti, per quanto riguarda gli sposi, non si mettono in luce macroaree particolarmente “attrattive”, mentre per le spose si osservano differenze più marcate visto che circa la metà di queste è cittadina dell’Europa centro-orientale. È, inoltre, interessante notare come, negli ultimi dieci anni, considerando raggruppamenti geografici uniformi e comparabili nel tempo, la maggior parte delle aree di cittadinanza degli sposi sia rimasta sostanzialmente invariata. Solo per gli sposi si osservano alcuni interessanti cambiamenti. Se nel 1998 gli sposi nord-africani non arrivavano al 20%, nel 2008 hanno superato il 35% a scapito delle aree di cittadinanza europee (Unione europea a 15 e Europa centro-orientale).
Più in particolare, considerando anche la distribuzione per singola cittadinanza, nel caso delle coppie miste con spose straniere nel 13,7% dei casi si tratta di una cittadina rumena, nel 10,6% di un’ucraina e nel 9,6% di una brasiliana. Viceversa, le donne italiane che sposano un cittadino straniero scelgono più spesso uomini provenienti dal Marocco (22%), dalla Tunisia (8%), dall’Egitto (6%) o cittadini albanesi (9%).

Per saperne di più
Istat, Il matrimonio in Italia. Anno 2008, Statistiche in breve, 8 aprile 2010 (www.istat.it)
Guarneri A., Iaccarino C., Prati S., E con gli stranieri? Ci andiamo a nozze …, Neodemos, articolo pubblicato il 23/04/2008
Guarneri A., Gualtieri G., Matrimoni: un fenomeno in via di mutamento?, Neodemos, articolo pubblicato il 29/09/2010
 


(*) Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle degli autori e non riflettono necessariamente quelle dell’Istat

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