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Maghe, vittime……ancora streghe

Barbottina

Nei 150 anni di Italia Unita le donne hanno fatto un lungo cammino. Sono state un po’ maghe, spesso vittime e, per questo, ancora streghe.
Maghe
Le donne italiane sono state delle vere maghe nel superare ostacoli che sembravano insormontabili, nel costruire e mantenere equilibri delicatissimi tra famiglia e lavoro, nel reinventarsi un doppio ruolo sociale senza precedenti nella Storia. Hanno fatto magie per la velocità con cui sono riuscite a recuperare alcuni  degli svantaggi nei confronti degli uomini che caratterizzavano la loro situazione all’inizio del secolo scorso. Ai primi del Novecento, ad esempio, le donne rappresentavano il 5% dei laureati, mentre oggi sono quasi il 60%. E il recupero continua. Ancora negli ultimi anni, come si mette in luce nella nota dell’Istat, le donne hanno continuato a guadagnare terreno rispetto al “sesso forte”. Ad esempio tra il 2005 e il 2010 il livello di istruzione delle giovani è aumentato più che per i coetanei: le laureate sono passate dal 10% al 15% delle donne tra i 19 e i 29 anni, i laureati solo dal 7% al 9%. Nel 2010 le donne tra i 19 e 29 anni che seguono un percorso di istruzione sono il 38%, contro il 31% dei maschi, nel 2005 erano rispettivamente il 33% e il 28%.
Maghe perché solo sofisticate alchimie possono rendere possibile il delicatissimo equilibrio che consente la conciliazione famiglia-lavoro. La divisione dei ruoli di genere è molto accentuata anche tra i giovani. Se si considerano i giovani tra i 19 e i 29 anni che vivono ancora con i genitori la quota di figlie coinvolte nel lavoro domestico è doppia rispetto a quella degli uomini (75% contro il 37%). Nel caso di giovani che hanno già formato una propria famiglia il divario è ancora più ampio: le donne svolgono almeno un’attività di lavoro familiare nel 99% dei casi, a fronte del 52% dei coetanei e  la durata del lavoro familiare è pari a 5 ore e 47 minuti per le donne, contro 1 ora e 53 dei coetanei maschi.
Se si pensa che nel frattempo le giovani donne leggono più dei loro coetanei, vanno più spesso a vedere mostre e musei, frequentano di più i teatri, studiano di più, hanno migliori risultati negli studi, eccetera … è evidente che le donne devono conoscere qualche formula magica ignota agli uomini.
 
Vittime
Nonostante le donne italiane abbiano fatto enormi progressi, mettendo in luce straordinarie capacità e potenzialità, continuano a incontrare molti ostacoli non solo nell’affermazione fuori dalla famiglia, ma anche all’interno delle mura domestiche.
Faticano più degli uomini nel trovare una collocazione adeguata nel mondo del lavoro e continuano a essere penalizzate o, comunque, non adeguatamente sostenute nel loro doppio ruolo di lavoratrici e madri. Per le giovani donne risulta più difficile trovare un lavoro (il tasso di disoccupazione femminile, per l’età 18-29 anni, è al 21%, contro il 18,4% di quello maschile) e quando ci riescono spesso si tratta di occupazioni precarie: le giovani donne hanno più frequentemente un lavoro a tempo determinato (35% contro 27%). Per le giovani donne, inoltre, la quota di coloro che lavorano part time è tripla rispetto a quella maschile (31% contro 10%) ed è elevata anche per le laureate (24). Il part time è solo per una minoranza il frutto di una scelta: il 64% delle donne di 18-29 anni dichiara di lavorare part time perché non ha trovato un lavoro a tempo pieno.Ma la società odierna non si limita a penalizzare le donne nel mondo del lavoro, spesso le rende vittime nel senso più stretto del termine. In base a dati Istat riferiti al 2006 (Istat, 2007) il fenomeno della violenza fisica e sessuale degli uomini contro le donne ha riguardato un terzo delle donne che vivono in Italia: sono, infatti, 6 milioni e 743 mila (il 32 per cento) le donne vittime di tali violenze nel corso della propria vita.
Una violenza che spesso ha luogo proprio tra le pareti domestiche, all’interno della famiglia.

Ancora streghe
Il fatto di essere al tempo stesso dotate di straordinarie risorse e fortemente penalizzate fino a diventare vittime di violenza, fa delle donne del nostro tempo delle nuove streghe. La loro forza spesso le porta a scontrarsi con un sistema che spesso non solo non le sostiene, ma le ostacola. Studiano di più e riescono meglio negli studi, ma poi non trovano un’adeguata collocazione occupazionale. Sanno più degli uomini, ma senza che questo empowerment culturale si possa concretizzare poi in un corrispondente miglioramento del placement delle donne nel mondo economico e politico (Fig.1).

Le donne oggi continuano a essere streghe anche perché, come vuole la mitologia medievale, fanno anche dell’unione la propria forza. Spesso è una rete – termine che oggi ha ormai sostituito quello di solidarietà ormai fuori moda – al femminile che fornisce alle donne il sostegno necessario per vivere il proprio doppio ruolo. Sono donne le nonne 60enni che tengono i nipotini nelle ore di lavoro delle madri. Sono donne (in molti casi straniere) le badanti che si prendono cura degli anziani. Sono donne le giovani babysitter che vanno a riprendere all’asilo i figli delle madri-lavoratrici.
In sintesi la sapienza femminile è ancora guardata con sospetto e fatica a trovare un riconoscimento pubblico.
Questo articolo viene scritto nel giorno del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Vorrei chiudere con un auspicio. Nel mondo, solo 11 su 192 capi di governo in carica alla fine del 2009 erano donne (United Nations, 2010). In Italia, non ne abbiamo mai avuta una: mi piacerebbe poter vedere nel mio Paese un capo di governo donna.

Riferimenti
Istat, “La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia. Anno 2006”, 21 febbraio 2007
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/testointegrale.pdf
Istat, “8 MARZO: GIOVANI DONNE IN CIFRE”, nota informativa, 8 marzo 2010. http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20110308_00/testointegrale20110308.pdf
United Nations – Departmentof Economic and Social Affairs, The World’s Women 2010, Trends and Statistics, New York, 2010,
http://unstats.un.org/unsd/demographic/products/Worldswomen/WW_full%20report_BW.pdf

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