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L’emigrazione netta italiana: apparenza o realtà?

Salvatore Strozza

Nel primo decennio del XXI secolo l’immigrazione straniera in Italia ha assunto una numerosità notevole e del tutto inaspettata allo scadere del secolo passato. Il saldo migratorio con l’estero tra il censimento del 2001 e del 2011 è stato positivo per circa 2,5-3,0 milioni di stranieri, in base alle diverse fonti disponibili e alle procedure di calcolo adottate. Mezzo milione di differenza non è poca cosa (ben il 20% in più), ma è incontrovertibile il fatto che l’afflusso netto di cittadini non italiani sia stato notevole, circa 4-5 immigrati in media annua ogni 1.000 abitanti. Verso e livello dell’intensità del flusso non sono in discussione.

Le migrazioni degli italiani: dai saldi intercensuari …
Le stesse certezze non sembrano esserci per quanto riguarda gli spostamenti con l’estero della popolazione di cittadinanza italiana. Nel periodo 2002-2011 i dati del bilancio anagrafico comunale, aggregati a livello nazionale, consentono di contabilizzare più di 425 mila iscrizioni e quasi 491 mila cancellazioni per trasferimento della residenza rispettivamente da e per l’estero. Va ricordato che questi dati sono ottenuti per differenza tra quelli relativi alla popolazione residente totale, cioè senza distinzione per cittadinanza, e quelli relativi ai soli stranieri. Se ne ricava un saldo migratorio di segno negativo (-65 mila) pur se di dimensione contenuta. Visto che generalmente le emigrazioni sono per vari motivi sottostimate, oltre che posticipate nella registrazione rispetto alla data effettiva del trasferimento, era ragionevole attendersi a seguito dei risultati definitivi del censimento 2011 una stima a residuo del saldo migratorio con l’estero degli italiani sempre di segno negativo, ma numericamente più consistente di quello registrato nel periodo dall’insieme delle anagrafi comunali.
Così non è stato, visto che i risultati definitivi dell’ultimo censimento hanno condotto ad una stima di segno positivo della migrazione netta con l’estero dei cittadini italiani. Prendendo per buoni questi risultati, nel periodo intercensuario 2001-2011 gli arrivi dei nostri connazionali sarebbero stati maggiori per quasi 70 mila unità rispetto alle partenze per l’estero, e questo in particolare nelle regioni meridionali e insulari (+65 mila), da cui com’è noto ha origine invece il maggiore deflusso netto (tab. 1)
Naturalmente la popolazione censita come residente, pur rappresentando la popolazione de iure cioè quella di riferimento per tarare una molteplicità di attività e decisioni pubbliche, non è esente da errori di misurazione che normalmente si traducono in una certa sotto-enumerazione dei residenti, variabile tra una tornata censuaria e l’altra. L’aderenza alla realtà della stima a residuo del saldo migratorio intercensuario si basa sull’assoluta attendibilità del saldo naturale, garantita dalla completa registrazione di nascite e decessi nel periodo, e da un errore di misurazione della popolazione residente ai due censimenti che dovrebbe essere dello stesso segno (come ricordato si tratta in genere di una sotto-enumerazione) e dello stesso ammontare assoluto.
Al censimento del 2001 gli italiani sfuggiti alla rilevazione sono stati stimati nell’indagine di copertura in circa 680 mila1. Il 27 giugno scorso nell’Aula Magna dell’Istat si è svolto un seminario su “La misurazione della qualità del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni: i risultati dell’indagine di copertura (PES)” durante il quale sono state presentate le stime sui residenti sfuggiti all’ultima conta censuaria. La stima puntuale della sotto-copertura lorda degli italiani residenti in famiglia è di quasi 366 mila persone, a fronte di una sovra-copertura di poco meno di 221 mila casi di persone duplicate o erroneamente censite come residenti. La differenza pari a quasi 145 mila unità indica la sotto-copertura netta degli italiani. Entrambi i numeri (366 mila o 145 mila) appaiono chiaramente inferiori rispetto a quello della precedente tornata censuaria (650 mila)2, probabilmente per effetto delle importanti novità introdotte nell’ultima rilevazione.

… a valutazioni alternative
Se invece di utilizzare i dati sui residenti effettivamente contabilizzati ai due censimenti, cioè le popolazioni de iure a cui l’Istat è vincolata nella ricostruzione intercensuaria, si utilizzassero nella stima dei saldi migratori le (ri)valutazioni sui residenti, comprensive delle persone sfuggite, i risultati cambierebbero in modo significativo. Così facendo si perverrebbe ad una stima del saldo migratorio degli italiani di segno negativo per circa 245 mila unità. Ma non finisce qui. Se si utilizzasse per il 2011 la popolazione rivalutata solo della sotto-copertura netta (145 mila invece di 366 mila italiani in più) si perverrebbe a una stima a residuo di 466 mila emigrati al netto degli immigrati: in media un deflusso netto di quasi 47 mila italiani all’anno, con origine prevalente probabilmente nelle regioni meridionali e insulari. Poiché, però, la sotto-copertura al censimento del 2001 è quella lorda, quest’ultima stima del saldo migratorio (-466 mila) dovrebbe essere meno verosimile di quella che colloca a quasi 250 mila l’emigrazione netta di italiani nel periodo intercensuario.
Radicalmente diverso sarebbe però il quadro che si potrebbe delineare sulle migrazioni 2001-2011 se nei calcoli al posto della popolazione residente “rivalutata” con i risultati delle indagini di copertura si utilizzasse quella “rivalutata” sulla base dei recuperi post-censuari (differenza tra altre iscrizioni e altre cancellazioni negli anni seguenti ai censimenti). Nel periodo 2002-2006 si è registrato un saldo positivo tra “altre iscrizioni” e “altre cancellazioni” di oltre 610 mila italiani, ma nel solo biennio 2012-2013 il recupero netto ha superato le 740 mila unità. Volendo dare fiducia a questi dati amministrativi, in vero condizionati almeno in parte dall’interesse in sede locale a far lievitare il numero dei residenti, ci si dovrebbe ricredere nuovamente giungendo ad una stima del saldo migratorio con l’estero che nel periodo intercensuario dovrebbe essere stata positiva per circa 200 mila unità.

Concludendo
I vari risultati differiscono in realtà di abbastanza poco, se valutati in termini relativi: da +4 a -8 italiani in media annua ogni 10.000 abitanti. Rimane però aperto il quesito se nel decennio scorso siano state maggiori le partenze o gli arrivi dei nostri connazionali, un dubbio a cui non sembra secondario fornire una risposta ragionevole. Anche per stimolare la discussione sembra opportuno quindi sbilanciarsi e dal groviglio di ipotesi e numeri provare trarre una prima conclusione. La maggiore fiducia assegnata all’indagine di copertura, indipendente dalle questioni amministrative, porterebbe a ritenere che nell’ultimo decennio intercensuario ci sia stata un’emigrazione netta di circa 250 mila italiani. Partenze che in questi ultimi anni si sono intensificate per effetto della crisi economica. Tra il 2010 e il 2013 le emigrazioni di italiani registrate dalle anagrafi sono passate da 46 mila a 82 mila, con un saldo migratorio negativo ampliatosi da -12 mila a -54 mila. E questa è solo la componente registrata di un fenomeno probabilmente più intenso. Nel periodo intercensuario 2001-2011 l’emigrazione netta di fatto (circa 250 mila italiani) sembra essere stata quasi 4 volte quella registrata in anagrafe. Crisi economica e/o integrazione comunitaria sembrerebbero aver risvegliato un’emigrazione italiana mai completamente sopita. Ma quale fiducia dare a quest’ultima considerazione? La risposta è ovviamente legata anche alla risoluzione della questione del livello di copertura dell’ultimo censimento, che è stato ampiamente differente per strumenti utilizzati e modalità di rilevazione rispetto alle tornate precedenti.

Per saperne di più
1 Brancato G., D’Orazio M., Fortini M. (2009), “La copertura del censimento e l’errore di risposta” in Fortini M., Gallo G., Paluzzi E., Reale A., Silvestrini A. (a cura di), La progettazione dei censimenti generali 2010-2011. Criticità di processo e di prodotto nel 14° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni: aspetti rilevanti per la progettazione del 15° Censimento, ISTAT, Roma, pp. 107-123.

2 Mazziotta M. (2014), “L’indagine di copertura (PES) del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni. I risultati definitivi”,  Seminario su “La misurazione della qualità del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni: i risultati dell’indagine di copertura (PES)”, ISTAT, Roma, 27 giugno.

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