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Le coppie miste in Italia

Gianpiero Colomba

Quante e quali
Il fenomeno delle “coppie miste”, vale a dire il legame di tipo matrimoniale fra un italiano/a e uno straniero/a, costituisce uno dei mutamenti più rilevanti nel processo di formazione della famiglia nel nostro paese.

Per avere un’idea della rapidità del mutamento nel nostro paese basti dire che il censimento del 1991 ha contato poco più di 65 mila coppie miste, mentre quello del 2001 ne ha contate circa 198 mila, cioè più di tre volte tanto.[1]

Anche i dati più recenti disegnano uno scenario in continua evoluzione: l’Istat riferisce che i matrimoni misti nel 2007 in Italia sono stati più di 23 mila, pari al 9,4% del totale. Il lieve calo rispetto al 2005 (23.500 matrimoni, 9,6% del totale)e al 2006 (24.000, 9,8% del totale) si deve principalmente al declino dei matrimoni tra rumeni e italiani dopo l’ingresso della Romania nell’U.E., avvenuto proprio il 1° gennaio 2007 (da 4.300 matrimoni nel 2006 a 2.400 nel 2007).[2]

La quota dei matrimoni misti è ancora minoritaria, ma è di grande rilievo, sia per il tendenziale incremento nel lungo periodo (erano solo il 4,8 per cento dei matrimoni nel 1995), sia perché la nuzialità dei cittadini stranieri rappresenta uno degli indicatori più significativi del processo di stabilizzazione e integrazione delle comunità immigrate nel nostro Paese.

Nelle coppie miste, la tipologia più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e la sposa straniera: 7 matrimoni su 100 a livello nazionale, per un totale di oltre 17 mila nozze celebrate nel 2007. Si tratta principalmente di donne dell’Europa centro-orientale (soprattutto rumene 13,0%, ucraine 10,4%, polacche 6,6%, …), a seguire donne dell’America centro-meridionale (brasiliane 9,8%, peruviane 2,7%, cubane 2,6%, …), donne dell’U.E. (tedesche 2,1%. ..) e poi tutte le altre aree geografiche meno rappresentative.

Le donne italiane che scelgono un partner straniero sono quasi 6 mila, il 2,4 % del totale delle spose, mostrando una preferenza per gli uomini del Nord-Africa (soprattutto marocchini 19,4%, tunisini 8,0%, egiziani 5,8% …), a seguire per i cittadini dell’U.E. (inglesi 4,6%, tedeschi 3,5%, francesi 2,6% …) e per i cittadini dell’Europa centro-orientale (albanesi 10,1%, rumeni 2,1%, …).[2]

La tendenza del fenomeno, dunque, per quel che riguarda la composizione dei matrimoni misti, è da riferirsi in larga misura a coppie in cui il partner straniero proviene da un paese a forte pressione migratoria.

 

 

In cosa si differenziano i matrimoni misti:

            Rispetto alle coppie di cittadinanza solo italiana, i matrimoni misti si differenziano per alcune importanti specificità. La prima riguarda l’età degli sposi. Quando le nozze sono celebrate tra cittadini entrambi italiani, le differenze sono contenute: in media lo sposo ha 34 anni e la sposa 31. Nel caso dei matrimoni tra sposo italiano e sposa straniera, invece, la forbice si amplia: l’età media degli uomini supera 41 anni, mentre quella delle spose è di circa 33. Quando invece sono cittadini stranieri gli sposi, questi sono mediamente più giovani della sposa italiana: 31 e 32 rispettivamente.[2]

            Differenze di rilievo si osservano anche per quanto riguarda l’incidenza delle seconde nozze. Quando entrambi gli sposi sono italiani, solo nell’11 per cento dei casi almeno uno dei due ha vissuto l’esperienza di un precedente matrimonio, mentre questa proporzione sale a un matrimonio su due se consideriamo la totalità delle copie miste.[2]

                Per quanto riguarda il tipo di celebrazione, scelgono il rito civile il 26,5 per cento circa degli italiani che sposano propri connazionali, viceversa sceglie il rito religioso solo il 17,6 per cento delle italiane che sposano un cittadino straniero e solo il 14,1 per cento degli italiani che sposano una straniera e ciò soprattutto per la più elevata incidenza delle seconde unioni.[2]

Infine, conviene sottolineare questo: della famiglia multietnica si ha spesso un’immagine omogenea, che però non corrisponde al vero. Il partner straniero/a può provenire infatti da paesi molto diversi, e a questo si associano, tipicamente, differenze anche profonde nelle motivazioni all’incontro, nelle tipologie relazionali, nei vissuti personali e nei modelli valoriali di riferimento.

 

Matrimoni misti per tipologia di coppia / primi 15 paesi di cittadinanza, anno 2007.[2]

 

 

 

 

Paesi di Provenienza

sposo italiano/sposa straniera

Paesi di Provenienza

sposo straniero/sposa italiana

Valori assoluti

Valori %

Valori assoluti

Valori %

Romania

2.300

13,0

Marocco      

1.142

19,4

Ucraina

1.832

10,4

Albania

598

10,1

Brasile

1.738

9,8

Tunisia

473

8,0

Polonia

1.157

6,6

Egitto

342

5,8

Russia

1.052

6,0

Brasile

291

4,9

Moldova

845

4,8

Regno Unito

273

4,6

Albania

734

4,2

Germania

207

3,5

Marocco

677

3,8

Stati Uniti 

197

3,3

Perù

479

2,7

Senegal

189

3,2

Cuba

468

2,6

Francia

151

2,6

Ecuador

402

2,3

Cuba

140

2,4

Germania

377

2,1

Romania

123

2,1

Nigeria

358

2,0

Spagna

96

1,6

Rep. Dominicana

311

1,8

Nigeria

76

1,3

Colombia

259

1,5

Pakistan

71

1,2

 

 

Fonti

[1]- Istat, censimento del 2001.

[2]- Istat, rapporto annuale, vari anni.

 

Approfondimenti:

– “Coppie interculturali – identità e pregiudizi”, Gianpiero Colomba, ed. ilmiolibro, 2008.

 

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