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La comunità italiana e l´economia di Berlino

Federico Quadrelli

La comunità Italiana a Berlino continua a crescere. Secondo l’Amt für Statistik (Ufficio Statistico) di Berlino e Brandeburgo, dal 2011 alla fine del 2013 sono arrivate nella capitale tedesca 5.252 persone, il che ha portato a 22.693 il totale degli italiani ufficialmente registrati a Berlino. Il dato è però sottostimato, poiché comprende solo chi ha provveduto a dichiarare la presenza sul territorio tedesco. La comunità italiana cresce e può essere interessante chiedersi in che modo contribuisca al benessere della città e alla sua economia, se e quanto gli italiani gravino sul sistema assistenziale tedesco, come vorrebbe una certa retorica politica di AfD e NPD¹, quale sia il profilo dei lavoratori italiani.

Italiani a Berlino: una comunità chiave per l’economia della città

Schermata 2015-03-17 a 11.38.18

Schermata 2015-03-17 a 10.47.50Le imprese italiane sono 1.145, concentrate nei quartieri centrali della città (Tab. 1), e rappresentano il settimo gruppo tra le imprese straniere e il terzo tra i Paesi UE (IHK, 2013).
Il 26,2% delle imprese italiane si concentra nella ristorazione e nel settore alberghiero. Un altro 26,2% nel commercio, di cui due terzi nella vendita al dettaglio e un terzo nella grande distribuzione. Il 13,5% delle attività fa capo ai liberi professionisti, specialmente nel settore della Grafica e del Design, e i tecnici specializzati in settori scientifici, come quello farmaceutico². In modo più frammentato seguono altre aree di attività nei servizi (Tab. 2). Schermata 2015-03-17 a 10.47.35
Schermata 2015-03-17 a 10.46.59L’Industrie- und Handelskammer zu Berlin (2013) definisce quella degli italiani a Berlino come “comunità chiave” per l’economia della città, per la sua numerosità e tendenza alla crescita (Quadrelli, 2013) e perché le imprese italiane sono tante (Tab. 3), produttive e, per le imprese tedesche, utili come “ponti commerciali” verso l´Italia, uno dei più importanti Partner per Berlino nell´Import/Export (Grafico 1.1).



Gli italiani che lavorano a Berlino

Schermata 2015-03-17 a 10.46.59Secondo i dati della Bundesagentur für Arbeit (BfA 2015) i lavoratori italiani a Berlino alla fine del 2014 erano 7.728: 6.541 con contratto di lavoro subordinato inclusivo di assistenza sanitaria (+19% rispetto all’anno precedente) e 1.187 con contratto minijob (+16% rispetto all’anno precedente), ossia senza il pagamento da parte del datore di lavoro dell’assistenza sanitaria e con una retribuzione non superiore alle 450 euro lorde (Grafico 2). Si tratta per lo più di lavoratrici e lavoratori giovani, con un’età compresa tra i 25 e i 55³ anni.Schermata 2015-03-17 a 10.47.23 La maggior parte dei contratti di lavoro si trova nei settori della gastronomia e del commercio per entrambe le tipologie di contratto di lavoro (Tab. 4). A dispetto di quanto viene propagandato da alcuni gruppi politici, non vi sono indicazioni che gli italiani abusino del servizio d’assistenza tedesco, perché secondo i dati del BfA (2015) la quota di italiani disoccupati è tra le più basse. E’ vero però che resta un’ampia area grigia (Del Prà, 2006) che sfugge alle statistiche e che presumibilmente include lavoratori in nero oltre che studenti e persone temporaneamente presenti sul territorio tedesco e non registrate presso le sedi del comune.

L’identikit del nuovo lavoratore italiano a Berlino

Gli italiani hanno titoli di studio elevati, come dimostrato da un’indagine svolta dall’Università di Potsdam per il Com.It.Es di Berlino nel 2014, ma sono spesso impiegati in lavori ritenuti a bassa qualifica (Pichler, 2013). Gli impiegati italiani nel settore dei servizi alle imprese, dai Customer Care ai servizi di pulizia, sono passati da 512 nel 2008 a 1.382 alla fine del 2012. Questo si deve a diversi fattori: 1) la città non offre di per sé possibilità di lavoro altamente qualificato se non si conosce perfettamente il tedesco o non si possiede una specifica formazione (Ausbildung); 2) il costo della vita a Berlino è basso e un lavoro nell’assistenza clienti, per esempio, permette di guadagnare 1.300/1.700 euro lorde senza dover conoscere il tedesco; 3) alcune imprese prediligono percorsi interni di carriera. In realtà, nelle attività di Customer Care, che non devono essere confuse con i lavori nei call center, si richiedono spesso almeno due lingue straniere oltre alla propria, conoscenze informatiche e soft-skills e, in alcuni annunci, almeno una laurea triennale. Tali ingressi consentono spesso di progredire all’interno dell’impresa fino a posizioni più qualificate quali Teamleader, Quality o Product Manager, Trainer e/o Recruiter.

Conclusioni

La comunità degli italiani a Berlino è una “comunità inconsapevole”, multiforme e altamente volatile, in rapida crescita, ma ancora poco indagata. Arrivano sempre più giovani con elevati livelli di istruzione che si adeguano però a svolgere lavori a bassa qualifica. Per poter comprendere meglio le caratteristiche di questa comunità, raccogliere informazioni e realizzare indagini è nato l’Osservatorio degli italiani a Berlino (OdIB). Lo scopo è di tenere insieme quello che già è stato fatto con nuove proposte, cooperando anche con le istituzioni locali che si occupano di integrazione e migrazioni per raccogliere dati e integrarli con quelli esistenti, purtroppo sempre carenti, e riuscire ad intervenire con progetti ad hoc al fine di migliorare la qualità della vita dei membri di questa comunità.

Per saperne di più

Minijob 

Com.It.Es Berlin (2014) Eine Untersuchung über die Situation der Italiener in Berlin, Ed.It. Un’indagine sulla situazione degli italiani a Berlino.

IHK-Berlin (2012). International Business in Berlin. Berlin.
OdIB (2015) L’emigrazione italiana a Berlino: forte accelerazione dal 2010, Osservatorio degli Italiani a Berlino, 16.1.2015 (articolo curato da Piero Rumignani).

Pichler, E. (2013). Von Arbeitssuchenden, Empörten und kreativem Prekariat. Die neue italienische Einwanderung nach Berlin. Heinrich Böll Stiftung.

Quadrelli (2013) Una nuova fase per l’immigrazione italiana? In Neodemos.it, 13.11.2013.

¹ AfD è il partito della destra euroscettica tedesca di stampo nazionalista, fondato nel 2012, che nelle ultime elezioni politiche (2013) ha ottenuto un 4,7%, mentre nelle elezioni regionali ha aumentato il proprio bacino di elettori da meno del 3% (in base ai sondaggi, giacché non esisteva nelle precedenti elezioni) al 10% in Turingia, al 12% nel Brandeburgo (2014) al 6,1% ad Amburgo (2015). Afd ha realizzato una campagna elettorale basata sulla demonizzazione degli stranieri provenienti dai Paesi del sud Europa descritti come approfittatori. NPD è il partito neo-nazista tedesco che ha di recente ripreso vigore eleggendo un rappresentante al parlamento europeo.

² A Berlino ha sede una delle più importanti multinazionali del farmaco del mondo, la Bayer Pharma AG, con quasi 40.000 addetti in tutto il mondo.

³ I dati del Bundesagentur für Arbeit non consentono di descrivere l’età per uomini e donne separatamente e le classi di età sono: <25 anni, tra 25 e 54 anni, tra 55 e 64 anni, >65 anni.

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