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Il benessere economico in Italia: il ruolo dell’insicurezza economica e della disuguaglianza intergenerazionale

Gabriella Berloffa, Francesca Modena
La definizione del benessere economico e l’individuazione di un indicatore sintetico che lo rappresenti sono al centro degli obiettivi di studiosi e politici per la rilevanza che assumono per la società nel suo insieme. In passato, e in parte anche oggi, lo sviluppo è stato identificato con la crescita del Pil, quindi con la capacità di un sistema economico di fornire beni e servizi. La correttezza e l’insufficienza del Pil come misura di benessere sono state però da tempo messe in discussione. È emersa l’esigenza di spostarsi verso indicatori che permettano di considerare un insieme più ampio di elementi, per tener conto della multidimensionalità del fenomeno.

A nostro avviso la misurazione del benessere di una società non può prescindere dalla specificità di ciascun contesto economico e sociale, che presenta caratteristiche e problematiche proprie. In Italia i mutamenti strutturali avvenuti nel corso degli ultimi due decenni e le modalità con cui la crisi ha avuto effetti sulle diverse coorti inducono ad approfondire la condizione dei giovani.
La questione giovanile

La questione giovanile in Italia si pone sempre più con urgenza, richiamando l’attenzione di studiosi, policy maker e di tutta la società civile. La combinazione dei mutamenti avvenuti negli anni ’90 nel sistema previdenziale, nel mercato del lavoro e delle abitazioni ha peggiorato la situazione dei giovani i quali si trovano con bassi livelli di reddito, tutele inadeguate, carriere discontinue e prezzi elevati delle case. “Da tempo vanno ampliandosi in Italia le differenze di condizione lavorativa tra le nuove generazioni e quelle che le hanno precedute, a sfavore delle prime. I salari d’ingresso in termini reali ristagnano da quindici anni” (Banca d’Italia 2010). Tutto questo sullo stesso gruppo che avrà pensioni basse in futuro e dovrà quindi lavorare più a lungo e risparmiare una quota maggiore del reddito corrente per assicurarsi una pensione complementare (Berloffa, Villa 2010).

La recente crisi ha acuito il disagio giovanile: da un lato, infatti, gran parte dell’onere dell’aggiustamento dell’input di lavoro si è concentrato sull’occupazione precaria, diffusa soprattutto fra i giovani (il 30% della popolazione 18-29enne ha un lavoro atipico, Istat 2010), dall’altro si è assistito ad un blocco del turnover con la conseguenza di un ritardo significativo dei giovani nell’avvio di una carriera lavorativa (Banca d’Italia 2010).
L’Indice di Benessere Economico (IEWB) per l’Italia

L’urgenza della questione giovanile induce a includere nella misurazione del benessere economico italiano anche indicatori di sicurezza lavorativa e di rischio di povertà futura. Per far questo, ampliando l’IEWB, o Index of Economic Well-being, sviluppato dal Centre for the Study of Living Standards (Osberg, Sharpe 2009), costruiamo un nuovo indice di economic well-being, che chiameremo NIEWB e che aggrega quattro dimensioni: flussi di consumo, stock di risorse produttive, sicurezza economica e disuguaglianza e povertà (vedi Tabella 1 e Berloffa, Modena 2010).

Tabella 1: Dimensioni del NIEWB

Consumi

Spese finali per beni di consumo corrette per la dimensione familiare e per l’aspettativa di vita

Spese pubbliche correnti

Lavoro domestico e volontariato

Meno: spese difensive (costi del pendolarismo e costi degli incidenti stradali)

Stock di risorse produttive

Capitale fisico

R&D

Capitale umano

Sicurezza lavorativa

Tasso di disoccupazione (*)

Tasso di precarietà (atipici e irregolari su forza lavoro) (+)(*)

Uguaglianza

Intensità della povertà (*)

Disuguaglianza nella distribuzione dei redditi (indice di Gini) (*)

Uguaglianza intergenerazionale (quota del reddito dei giovani sul reddito degli adulti) (+)

Note. Le dimensioni consumi e stock di risorse produttive sono ottenute sommando le variabili che le compongono. La sicurezza lavorativa è data dalla somma di disoccupati e precari sulla forza lavoro. Tutte le dimensioni sono sotto forma di numeri indice, in base 1995=100. La dimensione uguaglianza aggrega i numeri indice delle tre componenti attribuendo dei pesi soggettivi (0.5 alla povertà e 0.25 alle altre due componenti). NIEWB è ottenuto aggregando i numeri indice delle quattro dimensioni a cui viene attribuito lo stesso peso (0.25)[1].

(*) Variabili trasformate in componenti “positive” attraverso una trasformazione lineare (per es. 1-Gini)

(+) Variabili che il NIEWB ha in più rispetto all’IEWB.
In particolare, nella componente disuguaglianza e povertà aggiungiamo agli indici utilizzati dall’IEWB (intensità della povertà e indice di Gini) una misura della disuguaglianza intergenerazionale (quota del reddito dei giovani sul reddito degli adulti). La dimensione sicurezza economica include il tasso di disoccupazione e un indice di precarietà (quota di lavoratori atipici e irregolari sul totale della forza lavoro).

I risultati mostrano come la disuguaglianza intergenerazionale e l’incertezza economica siano aumentati in Italia dal 1995 al 2007. Il rapporto fra i salari medi dei giovani (sotto i 35 anni) e degli adulti (sopra i 35 anni) si è ridotto di 7 punti percentuali (da 0.78 a 0.71). L’incidenza del lavoro precario è cresciuta del 40% (dal 15% nel 1995 al 21% nel 2007) portando ad un leggero peggioramento della dimensione sicurezza lavorativa nonostante una significativa riduzione del tasso di disoccupazione nello stesso periodo.

L’andamento delle dimensioni dell’indice è mostrato in Figura 1, mentre la Figura 2 presenta l’evoluzione dell’indice di benessere economico (NIEWB) e il confronto con il Pil pro-capite. Il benessere economico in Italia è cresciuto del 5.8% dal 1995 al 2007, contro una crescita del Pil pro-capite del 14%. Ignorando le nuove dimensioni che abbiamo aggiunto all’indice di benessere economico (abbiamo quindi l’IEWB) otteniamo una crescita maggiore dell’intero indice (8.2%), e in particolare un aumento della sicurezza economica e della dimensione eguaglianza.


[1] Cambiando il peso relativo di una dimensione rispetto alle altre si modifica l’intero indice. Si veda Berloffa e Modena (2010) per l’analisi di sensitività.   
Bibliografia

Banca d’Italia (2010) Relazione annuale sul 2009, Roma.

Berloffa, G., Villa, P. (2010) “Differences in equivalent income across cohorts of households: evidence from Italy,” Review of Income and Wealth, forthcoming.

Berloffa, G., Modena, F. (2010) “Economic well-being in Italy: the role of income insecurity and intergenerational inequality”, ECINEQ WP 2010 – 168.

Istat (2010) Rapporto annuale. La situazione del Paese nel 2009, Roma.

Osberg, L., Sharpe, A. (2009) “New Estimates of the Index of Economic Well-being for Selected OECD Countries, 1980-2007,” CSLS Research Report, n. 11.

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