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I numeri della presenza straniera nel Dossier Statistico Immigrazione 2015

Pietro Demurtas
Malcolm Chapman / Shutterstock.com

Il focus sui richiedenti asilo

Un’attenzione particolare è riservata alle migrazioni forzate, che si stima abbiano raggiunto per la prima volta il numero di 80 milioni di migranti a livello mondiale, per due terzi costituiti da sfollati interni e per un terzo da richiedenti asilo. In Europa, nel corso del 2014, questi ultimi sono stati 627.790, per lo più provenienti da Siria (112.115), Afghanistan (41.370), Kosovo (37.895), Eritrea (36.925) e Serbia (30.840); l’Italia è stato il terzo tra i paesi d’accoglienza, preceduto solo da Germania e Svezia e seguito da Francia e Ungheria (fig.1). L’incidenza delle persone accolte sulla popolazione (0,2%) è però relativamente bassa se confrontata alla media europea (0,3%) o a paesi come la Svezia (2,1%), Malta (1,5%), Austria (0,9%) e Cipro (0,9%).

figura1demurtasDelle 64.625 richieste d’asilo registrate in Italia nel 2014, a cui si sommano le 30.535 dei primi sei mesi del 2015, la gran parte è stata effettuata da persone provenienti dall’Africa Sub-Sahariana, ma anche dall’Asia e, per quanto riguarda il continente europeo, dall’Ucraina (fig.2).
figura2demurtasGli sbarchi avvenuti nel corso del 2014 hanno portato sulle coste meridionali 170 mila tra migranti economici e richiedenti asilo (molti dei quali hanno proseguito il proprio percorso verso altri paesi), ai quali si sommano le persone arrivate mediante i canali regolari, prevalentemente al fine di ricongiungersi coi propri familiari. Per contro, il sistema dell’accoglienza non sembra ancora adeguato alle necessità dei tempi e appare essere frammentato: alla fine di luglio 2015 erano presenti in Italia 4 Centri di primo soccorso e accoglienza (Cpsa), 10 Centri di Accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e di accoglienza (Cda), a cui si sommano la rete del Sistema di protezione per rifugiati e richiedenti asilo (Sprar) e i Centri di accoglienza temporanea (Cas). La maggior parte dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale alloggia attualmente nelle strutture di accoglienza temporanea (62%), mentre la rete Sprar non ne accoglie più di un quarto (sebbene dal 2012 al 2014 il numero delle persone accolte in questi ultimi centri sia aumentato da 7.823 a 22.961).

Una crescita rallentata ma progressiva

 Con riferimento alla presenza complessiva degli stranieri in Italia, all’inizio del 2015 il numero dei residenti è giunto a quota 5.014.000, con un incremento pari a 92.000 persone avvenuto nel corso del 2014 che, tra l’altro, è inferiore all’aumento registrato tra gli italiani residenti all’estero (+155.000), confermando come per l’Italia sia ancora importante l’emigrazione. Le stime dell’IDOS descrivono un paese in cui la presenza straniera incide sulla popolazione complessiva per un valore superiore a quello medio europeo (8,2% contro 6,2%) e che, considerando anche i soggiornanti non comunitari in attesa di registrazione, si stima possa contare 5.421.000 persone, per più della metà provenienti da paesi europei (2,6 mln). Le comunità più numerose sono quella romena (1.131.839), albanese (490.483), marocchina (449.058), cinese (265.829) e ucraina (226.060).

Un aumento nei processi di inserimento

 I segni di una tendenza verso un insediamento stabile sono evidenti, in primo luogo se si considera che più della metà dei permessi di soggiorno rilasciati agli stranieri non comunitari sono per lungo-soggiornanti, ovvero a tempo indeterminato (2.260.000). Oltre a ciò, nel 2014, le acquisizioni di cittadinanza italiana sono state 129.887, il 29% in più rispetto al 2013 (anno in cui si era già registrata una forte crescita), mentre le unioni tra stranieri rappresentano il 3,8% di quelle celebrate durante l’anno ( i matrimoni misti appaiono invece in leggera diminuzione).

Anche il numero dei nuovi nati da entrambi i genitori stranieri rimane stabile ed è pari al 14,9% delle nascite avvenute nel corso dell’anno. I minori con cittadinanza non italiana residenti sono oramai quasi 1 milione e 100 mila e la gran parte è in età scolare: nel corso dell’a.s. 2014/2015 gli alunni e gli studenti stranieri sono stati 814.187, con un incremento pari a 11.343 unità rispetto all’anno precedente e un’elevata incidenza di quelli nati in Italia (i quali hanno registrato il maggiore incremento rispetto all’a.s. 2013/14, pari al +8,4%). Il dato è in controtendenza rispetto a quanto avviene per gli alunni italiani i quali, al contrario, continuano a diminuire (-0,6%).

Occupazione straniera in ripresa

 I lavoratori stranieri sono oggi 2.294.000 (il 46% sono donne) e rappresentano il 10,3% degli occupati complessivi: il 2014 segna quindi un miglioramento che compensa solo in parte quelle perdite nei posti di lavoro che, a partire dall’inizio della crisi economica, hanno colpito più gli stranieri che gli italiani.

Secondo una stima del Dossier, per le casse dello stato i vantaggi derivanti dall’occupazione degli stranieri sono particolarmente evidenti e sono quantificabili in 3 miliardi di euro: nel 2013 persiste infatti il bilancio positivo tra le entrate fiscali e previdenziali assicurate dai lavoratori stranieri e la spesa pubblica sostenuta nei loro confronti.

Mass Media e discriminazioni

 Nonostante i vantaggi reciproci, permangono atteggiamenti e comportamenti discriminatori verso gli stranieri: su un totale di 1.193 segnalazioni fatte, l’Unar ne ha considerate fondate 990 e i mass-media, Internet in testa, si confermano quale ambito in cui questi episodi si verificano più di frequente.

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