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I numeri della cittadinanza

Fabrizio Ciocca
cittadinanza: immagine di un passaporto

Il Parlamento sembra intenzionato a riannodare i fili della legge sulla cittadinanza che dovrebbe sostituire quella basata sulla “ius sanguinis” ; infatti il 13 ottobre del 2015 la Camera aveva approvato lo ius soli “temperato”, cioè il diritto del suolo (mediante il quale si acquisisce la cittadinanza alla nascita se questa avviene nel territorio dello Stato, da genitori stranieri residenti in Italia da almeno 5 anni) e “ius culturae” (applicabile per i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni, che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico).
Da allora però il testo è rimasto in commissione Affari costituzionali del Senato ed è ancora in vigore la legge n. 91 del 5 febbraio 1992 che prevede l’acquisizione della cittadinanza da parte dei nati in Italia da madre, o padre, straniera, qualora l’altro coniuge sia italiano.

Aumentano i nuovi italiani

In base alla legge attuale, gli immigrati possono chiedere la cittadinanza italiana solo se hanno la residenza in Italia da almeno dieci anni consecutivi (oltre a un reddito minimo e il regolare pagamento dei contributi negli ultimi 3 anni al momento della richiesta) o dopo 3 anni di matrimonio con partner di cittadinanza italiana. Se invece il soggetto straniero nasce in Italia, deve comunque aspettare il compimento dei 18 anni per farne richiesta.
Nel corso del triennio 2013-2015, secondo dati Istat, sono state accolte positivamente 408.624 richieste di cittadinanza, come esposto in tabella 1.

Tra le prime dieci comunità straniere che hanno registrato il maggior numero di procedimenti conclusi favorevolmente, diverse sono a prevalenza musulmana (Marocco, Bangladesh, Pakistan, Tunisia, Egitto e Senegal). Tenendo conto della percentuale di appartenenza religiosa nei paesi di origine (stime del PEW Research Center), è possibile stimare in circa 190 mila li stranieri musulmani che sono diventati italiani nel triennio 2013-15.
Interessante notare come oltre la metà delle richieste totali accolte sono ripartite tra soli 6 paesi, come illustrato nella figura 1.
Relativamente alla modalità di acquisizione, drasticamente in calo è quella per matrimonio, in aumento quella per residenza, stabile quella per trasmissione ed elezione (tabella 2).Per quanto riguarda il 2016, i dati sono parziali ed ancora in fase di elaborazione. Tuttavia, il numero di richieste accolte è stato stimato dall’Istat in circa 200 mila, tra cui oltre 30 mila richieste accolte nelle comunità marocchina e albanese.

I possibili effetti della riforma

Secondo un recente studio della Fondazione Moressa² i minorenni stranieri nati in Italia, figli di genitori residenti da almeno 5 anni sono 634 mila, che con l’introduzione dello ius soli ‘temperato’, diventerebbe automaticamente italiani. A cui andrebbero aggiunti altri 166 mila ragazzi – che beneficerebbero dello ‘ius culturae’ – nati all’estero, e che hanno già completato un ciclo di studio in Italia. Per un totale di 800 mila potenziali nuovi italiani.
E’ facile quindi comprendere che con l’entrata in vigore della proposta di legge, questa avrebbe un impatto importante anche, e soprattutto, sulla popolazione straniera musulmana³, ossia quel milione e quattrocentomila di musulmani stranieri residenti in Italia ( pari al 2,4% della popolazione totale), come illustrato in figura 2.

Infatti, secondo il Ministero dell’Istruzione, sono circa 300mila[4] i ragazzi musulmani che frequentano il Sistema scolastico italiano, di cui oltre la metà nati in Italia. Questi senza aspettare il compimento dei 18 anni, vedrebbero applicarsi lo ‘ius temperato’ e lo ‘ius culturae’ immediatamente, diventando automaticamente Italiani. Se attualmente i 2/3 dei musulmani in Italia ha ancora un passaporto straniero, con la nuova legge è possibile ipotizzare che nel corso del prossimo decennio, la gran maggioranza dei musulmani stranieri residenti oggi sul territorio sarà divenuta italiana. Ciò implica che nel lungo periodo, avremo una collettività musulmana con una carta in più per procedere sul cammino dell’integrazione. Con più diritti, ma anche con i doveri e le responsabilità che la cittadinanza italiana comporta.

 

¹Sommatoria di tutte le richieste di cittadinanza accolte di soggetti provenienti dai paesi islamici, di cui 186 mila relative ai 7 paesi della tabella, tenendo conto delle % di appartenenza religiosa nei paesi di origine stimati dal PEW Research Center

² Fondazione Leone Moressa 800 mila nuovi italiani.

³ Fondazione Ismu La presenza musulmana in Italia

[4] Rapporto Miur-Ismu “Gli alunni cittadini italiani: quadro sintesi”

Fonti tabelle e figure

Fonte tabella 1: elaborazioni su dati Istat

Fonte figura 1:  elaborazioni su dati Istat

Fonte figura 2: elaborazioni su dati Ismu

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