I minori stranieri non accompagnati: le dimensioni del fenomeno

Pietro Demurtas

L’articolo di Demurtas affronta il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) che ha assunto negli ultimi anni una visibilità crescente

, come testimoniato dalle fonti statistiche ufficiali e dall’approvazione di una nuova legge volta a definire una disciplina organica per la loro gestione e accoglienza.

Gli arrivi via mare

Secondo i dati UNHCR, nel 2017 i minorenni che hanno attraversato il Mediterraneo per giungere in Italia senza adulti di riferimento sono stati 15.779. A questi si sommano i 25.852 del 2016, i 12.360 del 2015 e i 13.026 del 2014. La fig.1 evidenzia come, dopo il 2014, anno in cui è arrivato in Italia un gran numero di famiglie siriane con bambini, la componente dei MSNA sia aumentata fino a superare il 90% dei minori. Nel corso del 2017 sono aumentati i provenienti dall’Africa occidentale, in particolare da Nigeria, Guinea e Costa d’Avorio, a cui si sommano i provenienti dal Bangladesh, mentre è diminuita l’incidenza degli eritrei, scesi al 7,8%, mentre nei tre anni precedenti costituivano il 15%, il 25% e il 26%.

Sulla base delle motivazioni che spingono i MSNA ad affrontare il viaggio, in letteratura sono stati descritti diversi ritratti: ragazzi in fuga da guerre e persecuzioni, inviati dai genitori con finalità economiche, scappati dalla famiglia o dall’orfanotrofio, finiti nelle reti dello sfruttamento oppure già erranti nei paesi d’origine¹. In ambito nazionale, oltre che ai ragazzi in fuga e inviati dalle famiglie si è fatto riferimento a giovani attratti da nuovi stili di vita o spinti dalla destrutturazione sociale². Le statistiche prodotte nei paesi di destinazione consentono di distinguere questi minori sulla base della loro scelta di presentare o meno una richiesta di protezione internazionale.

I MSNA richiedenti asilo

Nel 2016, con 6.020 richieste d’asilo, l’Italia è stata il secondo tra i Paesi membri dopo la Germania (in cui sono state presentate 35.935 domande). La fig.2 descrive i principali paesi di provenienza ed evidenzia l’incremento di richieste di protezione presentate in Italia dai minorenni africani. I dati del 2016 evidenziano come questi giovani siano per lo più in procinto di diventare maggiorenni, infatti i 16 e i 17enni costituisco il 93%. Si tratta quasi sempre di maschi (95%) sebbene vi siano casi, come quello della Nigeria, in cui la componente femminile assume maggior peso (23%).

I MSNA non richiedenti asilo

In Italia, il sistema di accoglienza fornisce sostegno anche ai minorenni stranieri che non presentano una richiesta di protezione internazionale. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ne rileva la presenza, ma occorre sottolineare che non sempre questi ragazzi sono interessati o hanno la possibilità di entrare in contatto con le strutture, o ancora possono allontanarsi volontariamente da un sistema di accoglienza percepito come non rispondente al proprio progetto migratorio (e quindi saranno considerati irreperibili).

Nel corso degli ultimi anni, le presenze nelle strutture sono aumentate progressivamente, in particolar modo durante il 2016. Con riferimento allo stock degli allontanamenti registrati negli anni e relativi a soggetti ancora minorenni (irreperibili) si osserva invece un aumento evidente nel corso del 2015, cui ha fatto seguito una crescita contenuta nel 2016 e una diminuzione nel 2017 (fig.3).

I minorenni accolti nelle strutture al 31 dicembre 2017 hanno per lo più un’età compresa tra i 16 e i 17 anni (84%) e sono in maggioranza maschi (93%). Durante gli ultimi anni sono aumentati in particolar modo i provenienti dall’Africa occidentale, al punto che nel 2017 i provenienti dal Gambia hanno superato gli egiziani, da sempre più numerosi (fig.4). Sebbene minoritaria, anche in questo caso la componente femminile è degna d’attenzione: il 43% delle ragazze ospitate nei centri è infatti costituito da nigeriane, spesso vittime di tratta.

Con riferimento agli irreperibili, tra i più numerosi vi sono gli eritrei, i somali e gli afghani, nazionalità particolarmente rappresentate tra i richiedenti asilo in altri Paesi membri (fig.5). A differenza degli egiziani, che si configurano più spesso come migranti economici, è plausibile che i ragazzi provenienti da questi paesi non abbiano richiesto protezione in Italia e si siano allontanati dai centri d’accoglienza per proseguire il proprio viaggio e presentare domanda d’asilo in altri Paesi membri, sottraendosi in questo modo alle procedure di Dublino.

¹ Etiemble A. (2008), “Parcours migratoires des mineurs isolés étrangers, catégorisation et traitement social de leur situation en France  in E-migrinter, vol. 2, pp.180-185.

² Giovannetti, M. (2008), L’accoglienza incompiuta: le politiche dei comuni italiani verso un sistema di protezione nazionale per i minori stranieri non accompagnati. Il Mulino, Bologna

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