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I giovani e la crisi

Elena Cottini, Agnese Vitali

 
La crisi economica ha fatto sentire i suoi effetti in moltissimi paesi europei: il reddito familiare, il valore delle abitazioni e altre forme di ricchezza sono stati ridimensionati, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato.
Gli effetti della crisi si sentono soprattutto sui giovani
Stando alle statistiche ufficiali fornite dall’OECD (2012), il tasso di disoccupazione in Europa è cresciuto di 3.3 punti percentuali tra il 2007 e il 2012, passando da 7.2% a 10.5%. La crisi ha colpito particolarmente i giovani. Infatti, il tasso di disoccupazione per i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni è cresciuto di oltre 8 punti percentuali nello stesso periodo, passando da 13.1% a 21.2% (Figura 1).
Non mancano tuttavia sostanziali differenza tra paesi. Ad esempio, i paesi del sud Europa registrano il più preoccupante aumento della disoccupazione giovanile, particolarmente drammatico in Spagna e Grecia dove più del 50% dei giovani risulta disoccupato nel 2012. L’aumento nella disoccupazione giovanile si è fatto sentire anche in molti paesi dell’Europa dell’est, in particolare Slovacchia, Ungheria, Polonia e Estonia, ma anche in Islanda, Regno Unito e Danimarca. La Germania è invece l’unico paese in controtendenza, con una diminuzione della disoccupazione giovanile tra 2007 e 2012. 
Oltre ad un aumento della disoccupazione, i giovani europei risultato anche più poveri rispetto al periodo pre-crisi, e non solo nei “soliti sospetti” paesi del Mediterraneo e dell’Europa dell’est. Anche nei paesi Nordici e in Francia infatti emerge un preoccupante aumento dei tassi di povertà tra il 2007 e il 2010. In generale i profili di povertà per età mostrati in Figura 2 per gli anni 2000 risultano simili a quelli già presentati per gli anni 90 (Aassve et al., 2006): non è però da sottovalutare l’aumento della povertà tra il 2007 e il 2010.
Infine, aumentano i giovani che riportano serie difficoltà ad arrivare alla fine del mese. L’aumento delle difficoltà finanziarie dei giovani è particolarmente evidente nei paesi dell’Europa dell’est e del sud Europa.
Senza lavoro e più poveri, i giovani cercano rifugio da mamma e papà
La percentuale di giovani che vivono con i genitori è aumentata nel 2010 rispetto al 2007 nella quasi totalità dei paesi europei, in particolare per i più giovani, quelli al di sotto dei 24 anni. Ad esempio, l’incremento nel tasso di co-residenza con i genitori per i giovani tra i 18 e i 24 anni è stato di 11 punti percentuali in Francia, di 5 in Svezia e di 4% in Danimarca (Aassve et al., 2013).
La crisi sembra quindi aver reso più vulnerabili i giovani. Rispetto agli anni che hanno preceduto la crisi, i giovani oggi sono più esposti ai rischi di disoccupazione e povertà, ed hanno più difficoltà ad arrivare alla fine del mese. I dati più recenti di cui disponiamo si fermano al 2010: c’è quindi da temere che essi non registrino ancora l’apice nelle difficoltà economiche, manifestatosi negli anni successivi.  
Tutto questo non sarà senza conseguenze. La crisi economica avrà effetti di lunga durata sulla transizione all’età adulta di un’intera generazione di giovani, causando un (ulteriore) ritardo nel raggiungimento dell’indipendenza economica e, di conseguenza, anche nell’uscita dalla casa dei genitori e nella formazione di una famiglia.
Per saperne di più
Aassve, A., Cottini, E., Vitali, A. (2013). Youth Vulnerability in Europe during the Great Recession. Dondena WP n. 57.
Aassve, A., Iacovou, M., Mencarini, L. (2006). Youth poverty and transition to adulthood in Europe. Demographic Research 15(2): 21–50.
OECD (2012). Youth unemployment rate. Employment and Labour Markets: Key Tables from OECD, No. 2.
 

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