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I flussi turistici in una prospettiva familiare

Barbara Baiocchi, Barbara Dattilo

Nell’ambito della Statistica Ufficiale italiana e nel contesto internazionale, la domanda turistica  è usualmente analizzata in termini di eventi (viaggi e notti) o di individui (turisti). L’elevato potenziale informativo delle statistiche sulla domanda turistica, tuttavia, può essere utilizzato per un’analisi del fenomeno secondo una diversa prospettiva, quella familiare.Quest’ottica, per la prima volta, è stata studiata con l’obiettivo di delineare i profili delle famiglie residenti in Italia che viaggiano e dei singoli membri che le compongono[1]. I dati utilizzati provengono dalle informazioni raccolte mediante l’indagine campionaria Viaggi, vacanze e vita quotidiana[2] per l’anno 2006, condotta dall’Istat sulle famiglie residenti in Italia.
Lo studio dei flussi turistici secondo una prospettiva familiare individua, per ciascun periodo dell’anno, sia quante famiglie hanno viaggiato, in riferimento alle diverse tipologie familiari, sia quante non hanno effettuato nessun viaggio. Per le famiglie viaggianti – al cui interno almeno un membro ha effettuato uno o più viaggi con pernottamento – vengono descritti quali sono i membri della famiglia che viaggiano, se viaggiano da soli o aggregati a qualche altro membro, le loro principali caratteristiche strutturali. Per i figli[3], in particolare, si descrivono le scelte di viaggio effettuate in riferimento a: periodo, destinazione, motivo prevalente, mezzo di trasporto, alloggio e tipo di organizzazione del viaggio.
Poiché la dimensione familiare dei flussi turistici è espressione quasi esclusivamente del segmento "tempo libero" e solo marginalmente del segmento "affari", l’analisi si focalizza sui viaggi di vacanza e, rispetto alla tipologia familiare, si concentra soltanto sulle famiglie con un solo nucleo.
 
Quante famiglie viaggiano per vacanza?
Le famiglie residenti in Italia, nel 2006, hanno prodotto quasi 108 milioni di viaggi con pernottamento, per un totale di quasi 720 milioni di notti trascorse fuori casa. I viaggi sono stati effettuati prevalentemente per vacanza (87% dei viaggi) mentre solo in piccola parte per lavoro (13%). In ciascun trimestre, oltre un quinto delle famiglie ha effettuato almeno una vacanza, con la più alta incidenza nel trimestre estivo (in lug-set, il 52% delle famiglie è andato in vacanza) e in quello primaverile (30%, in apr-giu), caratterizzato da un calendario favorevole per le festività nazionali. Minori sono le quote osservate nei trimestri invernale (25% in gen-mar) e autunnale (22% in ott-dic).
Pur rispecchiando lo stesso andamento stagionale delle vacanze, ciascuna tipologia familiare manifesta una diversa propensione ad effettuare vacanze: le coppie con figli coppie con figli presentano i quozienti più alti in ogni trimestre, seguite dai nuclei monogenitore, dalle coppie senza figli coppie senza figli e dalle persone sole (tabella 1). Nel trimestre estivo, in particolare, ha effettuato almeno una vacanza il 66,1% delle coppie con figli, il 59,4% dei nuclei monogenitore, il 41,5% delle coppie senza figli e il 37,6% delle persone sole.
 
Tab.1. Famiglie che hanno effettuato almeno una vacanza per trimestre e tipologia familiare. Anno 2006 (per 100 famiglie con le stesse caratteristiche)

Famiglie per tipologia familiare Trimestri
Gen- Mar Apr-Giu Lug-Set Ott-Dic
FAMIGLIE SENZA NUCLEO 19,8 19,6 37,4 15,2
Persone sole 19,7 19,6 37,6 15,7
FAMIGLIE CON UN NUCLEO 27,6 33,5 58,0 24,5
Coppie con figli 31,4 37,1 66,1 27,9
Coppie senza figli 21,2 27,2 41,5 18,8
Monogenitori 25,2 31,5 59,4 21,8
FAMIGLIE CON 2 O PIU’ NUCLEI 20,1 30,8 55,9 8,1

 
Coppie e monogenitori in vacanza
Nel 2006, considerando sia gli spostamenti per vacanza dei genitori in coppie con figli e in nuclei monogenitore sia quelli dei coniugi/partner delle coppie senza figli, il maggior numero di vacanzieri si riscontra nel periodi estivo per i genitori in coppie con figli (52,4%) e in primavera per i partner in coppie senza figli (25,3%).

Negli altri periodi, la quota di genitori in coppie con figli che ha effettuato almeno una vacanza è più alta di quella dei partner in coppie senza figli e di quella dei nuclei monogenitore (Fig.1). Le persone di età inferiore a 45 anni viaggiano per vacanza solitamente più delle persone di 45 anni e più.
I partner in coppie senza figli sono caratterizzati da una maggiore mobilità per vacanza, e tipicamente distribuiscono le loro vacanze durante tutto l’anno. Per qualunque tipologia familiare, tendenzialmente, in ogni trimestre, la quota di partner che vanno in vacanza con tutta la famiglia decresce al crescere dell’età della coppia. Al contrario, per le coppie con figli la scelta di fare vacanze di coppia, senza figli/membri isolati, aumenta al crescere dell’età dei partner, quasi in ogni trimestre. In ogni caso, le famiglie preferiscono non dividere la coppia durante le vacanze e, se possibile, viaggiare con l’intero nucleo. Tra i nuclei monogenitore si evidenzia una maggiore tendenza dei padri a viaggiare soli rispetto alle madri.
 
 
Figli in vacanza
Le più alte quote di figli vacanzieri si registrano in estate: il 58,7% dei figli che vivono in coppie con figli e il 51,4% dei figli che vivono in nuclei monogenitore (Fig.2). In ogni caso, la quota di figli in coppie con figli che ha effettuato almeno una vacanza è più alta di quella dei figli in nuclei monogenitore. Rispetto all’età, sia per i figli in coppie con figli che in nuclei monogenitore, la propensione a viaggiare per vacanza diminuisce al crescere dell’età. In generale, i figli di età inferiore a 15 anni viaggiano più frequentemente con tutta la famiglia, mentre i figli di 15 anni e più viaggiano prevalentemente da soli. A prescindere dall’età, i figli in coppie con figli tendono a spostarsi maggiormente con tutto il nucleo, mentre i figli in nuclei monogenitore viaggiano più spesso da soli.
 
 
Focus sui figli in vacanza
Rispetto al motivo della vacanza, i figli viaggiano più per trascorrere un soggiorno di piacere/svago/relax piuttosto che per visitare parenti/amici o per altri motivi personali. Soltanto nel trimestre autunnale, in coincidenza con le festività natalizie, se accompagnati da tutti gli altri familiari, preferiscono visitare parenti/amici. Chi vive in nuclei monogenitore viaggia più frequentemente da solo che con tutta la famiglia. Considerando la durata del soggiorno, solitamente i figli preferiscono effettuare vacanze brevi (1-3 notti) piuttosto che lunghe (4 o più notti), con l’unica eccezione del periodo estivo in cui si concentrano le più alte quote di vacanze lunghe. La destinazione preferita è l’Italia. Chi sceglie l’estero solitamente preferisce spostarsi da solo, sebbene, in estate, i figli in coppie con figli siano equamente distribuiti tra chi viaggia solo e con tutta la famiglia. Per la scelta dell’alloggio, i figli, quando viaggiano da soli, preferiscono pernottare in strutture ricettive collettive, mentre, quando viaggiano con tutta la famiglia, scelgono prevalentemente alloggi privati. Il mezzo di trasporto più utilizzato in vacanza è l’auto propria, per ciascuna tipologia familiare e per qualunque forma di partecipazione dei familiari al viaggio. Rispetto alle modalità di organizzazione della vacanza, i figli preferiscono viaggiare avendo già prenotato l’alloggio e/o il trasporto, ad eccezione dei figli in coppie con figli andati in vacanza nel periodo autunnale. In ogni caso, chi sceglie di prenotare preferisce farlo direttamente piuttosto che rivolgersi ad un’agenzia/tour operator.
 


[2] Istat (2003), Metodologia ed organizzazione dell’indagine multiscopo sulla domanda turistica “Viaggi e vacanze”.  Metodi e Norme, vol.17, Istat, Roma.
[3] Si definiscono figli gli individui celibi o nubili che, indipendentemente dall’età, non hanno mai lasciato la famiglia di origine e non hanno figli propri.
 
 
 
Le opinioni espresse in questo lavoro sono attribuibili esclusivamente agli autori e non impegnano in alcun modo l’Istat, che è esente da qualunque responsabilità per errori o omissioni.
 

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