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Gli USA: una societàsempre più gender sensitive

Federico Quadrelli

Tra i temi più dibattuti degli ultimi anni, nelle democrazie occidentali, c’è quello del riconoscimento delle coppie omosessuali. Negli Stati Uniti è molto forte l’ambito di ricerca dei cosiddetti Gender Studies e le indagini, svolte con frequenza ormai quasi mensile, sono una fonte importante a cui far riferimento anche per interpretare il fenomeno.

Le indagini del Pew Research Center: omosessualità e altro
Dal 2001 il Pew Research Center (o PRC) svolge sondaggi dedicati al rapporto tra omosessualità e cittadini statunitensi. Con il tempo il settore d’indagine si è consolidato, andando ad occupare una sezione sua propria sotto la voce “Social and Demographics Trends”, con un focus specifico sul “comportamento” della popolazione omosessuale statunitense, e anche nella sezione “Religion and Public Life Project” per quanto riguarda la rappresentazione dell’omosessualità e la sua accettazione nel discorso politico e religioso. L’inquadramento tematico stesso evidenzia la trasversalità del fenomeno, e il crescente interesse  verso questo tema e più in generale verso il mondo  cosiddetto LGBT – Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender.

Nel giugno 2013, ad esempio, è stato realizzato uno studio molto dettagliato sulla condizione degli omosessuali negli USA, dal titolo “A Survey of LGBT Americans. Attitudes, experiences and values in changing times”[1]. (N=1.197), che fa seguito ad un focus pubblicato nel marzo 2013 sempre dal PRC (v. anche Quadrelli, 2013). Lo studio ha trattato i seguenti aspetti: 1) l’accettazione sociale, 2) l’esperienza del coming-out, 3) il matrimonio e la genitorialità, 4) l’identità e il senso di comunità, 5) il rapporto con la religione, 6) le forme di partecipazione e l’attivismo. In base ai dati presentati, il 65% si dichiara felice di vivere negli USA e il 18% molto felice. Per il 92% degli omosessuali intervistati, la società oggi è più tollerante e aperta che non in passato, ma il 53% riconosce che esistono ancora molte forme di discriminazione. L’indagine descrive, tuttavia, una popolazione LGBT più ottimista e fiduciosa nella possibilità che la società risolva gli aspetti ambigui e discriminatori che ancora esistono. Due figure pubbliche inspirano nella popolazione LGBT statunitense fiducia circa la possibilità di migliorare la loro condizione: il Presidente Barack Obama (23%) e la comica e presentatrice tv, Ellen DeGeneris (18%). Nessun altro personaggio pubblico è stato individuato come “figura importante” nello sviluppo dei diritti LGBT. Nell’indagine è poi emerso il rapporto di diffidenza tra persone LGBT e differenti confessioni religiose. Per il 50% esiste un grave conflitto tra mondo LGBT e religioni. Per l’84% la confessione musulmana e quella dei mormoni sono “unfriendly”, per il 79% lo è la Chiesa Cattolica e per il 73% quella Evangelica. Più aperte risultano le chiese protestanti non evangeliche e la confessione ebraica, rispettivamente “unfriendly” per il 47% e 43% e “friendly” per il 10%.

Le rilevazioni del 2014: cosa pensano gli americani?
La fig. 1  aggrega i dati dei sondaggi realizzati dal 2001 ad oggi. Se nel 2001 il 57% degli americani si dichiarava contrario al same-sex marriage contro un 35% di favorevoli, le proporzioni si sono invertite a partire dal 2011, un anno che sembra rappresentare uno spartiacque nella sensibilità degli statunitensi verso i temi LGBT. Nel 2014 coloro che si dichiarano favorevoli a una legislazione per le coppie omosessuali sono il 54% contro un 39% che si dichiara ancora contrario. Rispetto all’anno precedente i favorevoli sono aumentati di 9 punti percentuali, spesso  per aver avuto esperienze dirette di conoscenza con omosessuali (PCR, 2013).
Dalle ultime rilevazioni l’apertura nei confronti delle persone LGBT risulta  in costante aumento e in modo trasversale rispetto a sesso, età, orientamento religioso e politico, e gruppo etnico. All’interno di questo trend esistono però differenze: come ci si poteva attendere, essere di orientamento politico “conservatore” e riconoscersi nel partito “Repubblicano”, per esempio, comporta un margine di accettazione minore rispetto a chi si dichiara “moderato” o “progressista” e si riconosce nel “Partito Democratico” (Fig. 2). Anche l’appartenenza religiosa influisce sul maggiore/minore grado d’accettazione: il 77% tra i non affiliati contro il 23% degli evangelisti protestanti. I cattolici sono molto più aperti di quanto lo stereotipo non suggerisca: il 59% è favorevole al riconoscimento del same-sex marriage (Fig.3) tanto che persino il Sinodo dei Vescovi, dopo l’indagine voluta da Papa Francesco, ha riconosciuto che i fedeli “non seguono più” le indicazioni della dottrina, come in passato.

Le democrazie occidentali sono gender sensitive?
Il tema dei diritti LGBT è parte dell’agenda politica di tutte le democrazie occidentali: il riconoscimento dei same-sex marriage è ormai un fatto di dignità ed eguaglianza (Rodotà, 2011:3) e l’evoluzione legislativa, documentata dall’analisi comparata internazionale di Winkler e Strazio (2011), ci parla di una società (occidentale) sempre più gender-sensitive. Tuttavia, l’ottimismo non deve impedire di riconoscere che nel mondo ci sono casi molto diversi. Esistono Paesi dove la legge limita in modo prepotente la libertà individuale delle persone LGBT, si pensi alla Russia e a molti Paesi dell’Est Europa e Paesi dove addirittura essere omosessuale è un reato punibile con la detenzione o con la morte (ILGA, 2013).

La diffusione e discussione delle indagini realizzate sul tema anche in altri Paesi può rappresentare uno stimolo per il dibattito scientifico e politico anche in Italia, dove il tema non è molto trattato, salvo qualche lodevole eccezione (es. Barbagli e Colombo, 2007). Solo nel 2012 l’ISTAT ha realizzato un’indagine sulla popolazione omosessuale italiana, che dovrebbe però essere ripetuta a intervalli regolari, e frequenti: anche la politica potrebbe così trarne stimolo per procedere verso un intervento effettivo, ormai non più derubricabile.
Per saperne di più

Barbagli M., Colombo A., Omosessuali moderni, Il mulino, Bologna, 2007.

ILGA World Map, 2013.

Istat, La popolazione omosessuale nella società italiana, 2012

Pew Research Center, Growing Support for Gay Marriage: Changed Minds and Changing Demographics, Washington, 23 marzo 2013.

Pew Research Center, A Survey of LGBT Americans. Attitudes, Experiences and Values in Changing Times, Washington, 13 giugno 2013.

Pew Research Center, Changing Attitudes on Gay Marriage, Washington, 10 marzo 2014.

Quadrelli F., “È la società che è cambiata: gli Stati Uniti e l’omosessualità”, Neodemos, 01.05.2013.

Rodotà S., Prefazione a “L’abominevole diritto, Gay e lesbiche, giudici e legislatori”. Il Saggiatore, Milano, 2011.

Winkler M.M., Strazio G., “L’abominevole diritto, Gay e lesbiche, giudici e legislatori”. Il Saggiatore, Milano, 2011.

 


[1] “This report is based primarily on a Pew Research Center survey of the LGBT population conducted April 11-29, 2013, among a nationally representative sample of 1,197 self-identified lesbian, gay, bisexual and transgender adults 18 years of age or older. The sample comprised 398 gay men, 277 lesbians, 479 bisexuals and 43 transgender adults. The survey questionnaire was written by the Pew Research Center and administered by the GfK Group using KnowledgePanel, its nationally representative online research panel” (PRC, 2013:3).


 

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