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Così lontani, così vicini

Valeria Bordone

Si è molto parlato di quanto Nord e Sud Europa abbiano, nel tempo, sviluppato diversi comportamenti a livello di dinamiche familiari e relazioni intergenerazionali. L´idea generale, confermata da numerose analisi quantitative [1], è quella di un´area mediterranea caratterizzata da figli che escono tardi dalla casa dei genitori e che con questi mantengono comunque un forte legame anche dopo avere creato una propria famiglia. Tale legame si manifesta nella vicinanza geografica ai genitori e, quando questa non è possibile, nelle frequenti telefonate e visite domenicali a casa di mamma e papà. A questa realtà, si contrappongono i paesi nordici in cui i figli si mostrano piu´ “indipendenti” dai genitori.
Tuttavia, una ricerca comparativa sulla situazione dei rapporti tra genitori anziani (over 65) e figli adulti in Svezia e in Italia [2] mette in evidenza anche alcune somiglianze all´interno dell´Europa. In particolare, si analizza il livello di istruzione come variabile cruciale nell´evoluzione delle dinamiche familiari. Tale variabile assume un importante significato in Italia, dove con un certo ritardo rispetto agli altri paesi europei, nel decennio 1991-2001 sono notevolmente aumentate le persone in possesso di titoli di studio più elevati. I dati ISTAT mostrano che i laureati nel 2001 erano il 7,6% dei residenti in Italia in età superiore ai vent’anni, mentre dieci anni prima erano il 4,7%.
I figli sono sempre stati e continuano ad essere un´importante risorsa per i genitori anziani che necessitano di aiuto e cure, soprattutto in paesi in cui il sistema di welfare presuppone che gli anziani possano contare sulla propria prole per l´assistenza quotidiana in caso di necessità. D´altro canto, ogni cambiamento economico, sociale o politico può alterare i tradizionali ruoli degli individui all´interno della famiglia. Ad esempio, un´elevata istruzione può portare a un allontanamento dei figli dai genitori? E quindi, in un paese che sta velocemente invecchiando come l´Italia, puo´ un maggior numero di laureati essere motivo di preoccupazione?
Distanza e contatto tra genitorie figli
Gli studi condotti ad oggi hanno mostrato che le determinanti di una maggiore vicinanza geografica ed un più frequente contatto tra genitori e figli sono di vario tipo, sia demografico che socio-economico [3]. Ad esempio, i genitori anziani tendono ad avvicinarsi ai figli in caso di vedovanza, o di cattive condizioni di salute. Inoltre, tradizionalmente, il ruolo di cura dei genitori anziani è affidato alle figlie femmine, che quindi hanno spesso un maggior contatto con i genitori rispetto ai loro fratelli. Una prole numerosa poi, induce il genitore a suddividere il proprio tempo tra i vari figli e quindi ad avere con ognuno di loro un contatto meno frequente rispetto ai genitori di figli unici. Lo stato civile del figlio (essere o meno sposato) e la presenza di nipoti influiscono anch´essi sulla frequenza di interazione tra il genitore e il figlio stesso, sottolineando come le relazioni intergenerazionali possano essere guidate a volte dai bisogni dei genitori anziani e altre volte, invece, dalle necessità dei figli adulti, che a loro volta hanno bambini da accudire e una carriera da costruire fuori dalle mura domestiche.

E se fosse una questione di istruzione?
Guardando al diverso grado di istruzione dei figli, i risultati in termini di distanza geografica tra genitori e figli sono chiari (Figura 1): ad una più avanzata istruzione corrisponde una maggiore distanza tra la casa dei genitori e quella del figlio.
Sebbene questo risultato faccia pensare ad un plausibile scenario di crescente distanza tra figli e genitori, è necessario sottolineare che si tratterebbe meramente di un allontanamento “fisico”. Una successiva analisi della frequenza di contatto (inteso come telefonate, e-mail o lettere e incontri) tra genitori e figli non porta affatto a concludere che una maggiore istruzione implichi una “crisi” familiare o riduca la frequenza delle relazioni intergenerazionali.
Anzi, sia gli Italiani che gli Svedesi sembrano più propensi a tenere contatti frequenti con i figli quando questi sono maggiormente istruiti (Figura 2). Ovviamente, tale risultato va interpretato alla luce di quanto visto nelle righe precedenti: i figli con più alto livello di istruzione tendono a vivere più lontani dai genitori e allo stesso tempo tendono ad avere elevati livelli di contatto con gli stessi. Sarebbe inoltre interessante approfondire questo studio e vedere cosa succede se distinguiamo gli incontri faccia a faccia dai contatti a distanza, ad esempio una telefonata o un’e-mail. La mia ipotesi è che troveremmo i primi più frequenti a più bassi livelli di istruzione, mentre la frequenza di telefonate o e-mail potrebbe risultare piu´ elevata ai livelli di istruzione avanzata.
Benché il comportamento di Italiani e Svedesi risulti simile, sotto questo profilo, per ogni livello di istruzione gli Italiani sembrano mantenere livelli di vicinanza e contatto più elevati. Ciò si deve, probabilmente, a più fattori: ad esempio, alla presenza, in Italia, di università localizzate anche in città di medio-piccole dimensioni (e quindi più vicine alla casa di origine). Ma contano, certamente, anche la cultura e le tradizioni di forti legami familiari.
In un contesto di invecchiamento quale quello italiano, i risultati illustrati in questo breve articolo appaiono di un certo interesse. Se è vero che si diventa anziani mantenendo una buona salute più a lungo, è importante sapere che i giovani, pur se lontani dai propri genitori, mantengono con essi un frequente contatto e possono quindi continuare a svolgere un ruolo di “assistenza” nelle età anziane, e non solo in Italia.

Note
[1] Si vedano per esempio Sgritta, G. (1988). The Italian family: tradition and change. Journal of Family Issues 9: 372-396; Tomassini, C., Wolf, D., & Rosina, A. (2003). Parental housing assistance and parent-child proximity in Italy. Journal of Marriage and Family 65: 700-715; ma anche il recente articolo di Santarelli e Cottone pubblicato su Neodemos.
[2] Bordone, V. (2009). Contact and proximity of older people to their adult children: a comparison between Italy and Sweden. Population, Space and Place 15: 359-380.
[3] Per saperne di piu´: articolo in nota [2]; Hank, K. (2007). Proximity and contacts between older parents and their adult children: a European comparison. Journal of Marriage and Family 69: 157-173; Tomassini, C. et al. (2004). Contacts between older parents and their children in four European countries: current patterns and future prospects. European Journal of Ageing 1: 54-63.

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