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Cave puerum (Cani e bambini)

Francesco Billari
bambini

Al Parco
Siamo in una città italiana, in un parco. I cani, rigorosamente privi di museruola, in parte senza guinzaglio, scorrazzano. Liberi e belli. Hanno a disposizione spazi delimitati dove compiono i loro bisogni, che alcuni padroni sensibili verso il prossimo provvedono a raccogliere e gettar via adeguatamente impacchettati. Purtroppo, altri padroni, forse distratti o più probabilmente menefreghisti, portano i loro migliori amici ad espletare i bisogni ovunque nel parco, se non per strada, dimenticandosi di compiere quel fastidioso gesto di raccogliere la cacca. Figuriamoci se prenderanno una multa.

Siamo in una città italiana, in un parco. I bambini scorrazzano liberamente in una piccola area delimitata, per fortuna adeguatamente attrezzata. Sorvegliati e belli, ma delimitati. Nelle altre parti del parco, ostacoli imprevisti, talvolta di natura “organica” e di origine canina, rendono ogni rincorsa ad un pallone rischiosa, e certamente non del tutto igienica. Il poco verde che c’è non si può usare con tranquillità. Inoltre, da parte del padrone del mastino senza museruola, è tutto un fiorire di “tanto non ti fa niente”, rivolto al bambino e al suo preoccupato accompagnatore. Siamo proprio sicuri che il padrone “non faccia niente”?
I numeri e i costi
Dal punto di vista dei padroni e dei genitori, è innegabile, i bambini e i cani portano gioia, “utilità” nel gergo economico. Presumibilmente, livelli diversi di utilità. Bambini e cani non sono, come si potrebbe dire, “perfetti sostituti”, come potrebbero essere due cartoni di latte. Sono comunque in qualche misura tra loro sostituibili, come “beni” di consumo: ad esempio, sia con un cane che con un bambino, possiamo scorrazzare, o giocare in un parco. Lo sappiamo, anche se difficilmente ci sentiamo di dirlo in modo esplicito, perché “non sta bene”.
Quanto costa un bambino? Diciamo, come indicano diverse stime qualche centinaio di Euro al mese. Quanto costa un cane? La spesa complessiva per animali domestici, secondo i dati Istat (relativi al 2004) è in media 8,40 Euro al mese, inferiore alla spesa per piante e fiori (8,91 Euro al mese), ma superiore alla spesa per libri (esclusi quelli scolastici), pari a 4,75 Euro al mese. La spesa per animali domestici aumenta, generalmente, all’aumentare del numero di componenti della famiglia: per i single è 4,53 Euro, per le famiglie con almeno due componenti attorno ai 10 Euro. Costano di più alle famiglie (quelle con i figli) i libri scolastici, per i quali una famiglia con 4 componenti spende 15,55 Euro e una con 5 o più componenti spende 18,19 Euro.
La spesa media è però calcolata su tutte le famiglie, anche quelle che non spendono niente, perché non possiedono animali domestici. E quante sono queste famiglie? Sempre l’Istat (parlando però del 2000) ci dice che il 38,7% delle famiglie possiede un animale domestico, il 21,4% se ci limitiamo al possesso di uno o più cani. (Le percentuali scendono grandi centri urbani – sia per i cani, sia per i bambini).
Con i dati sulla spesa che si sono visti prima, si deduce che le famiglie con animali domestici spendono per loro, in media, circa 22 Euro al mese.
Chi conta di più?
Bambini o cani: per la collettività fa lo stesso? Pensiamo per esempio a una città (in campagna le cose sono, per fortuna, meno problematiche). Abbiamo visto che i cani costano poco ai loro padroni, ai quali arrecano però un certo vantaggio: ad esempio in termini di compagnia, di stimoli a uscire di casa, ecc. Ma costano certamente di più alla collettività (hanno “esternalità negative”, direbbero gli economisti): sporcano, abbaiano, e talvolta aggrediscono incolpevoli passanti.
I bambini, invece, costano molto ai loro padroni (pardon, genitori), ai quali certamente arrecano vantaggi. Ma soprattutto, in un paese come il nostro, portano benefici alla collettività (hanno “esternalità positive”): ad esempio, una volta cresciuti, forniscono assistenza, e pagano le pensioni, anche agli anziani che non hanno fatto figli, nel corso della loro vita. In breve, la collettività soffre se solo pochi genitori decidono di “consumare” il bene “bambini”.
Perché, allora, nei parchi cittadini dominano i cani e, soprattutto, i loro padroni? Perché non riusciamo a costringere alcuni padroni a rispettare le esigenze del resto della collettività? Forse anche perché il peso elettorale è quello che conta. In Italia, le coppie con almeno un figlio in età inferiore ai 14 anni sono meno di 5 milioni. (E’ vero: il 43% delle coppie con figli in età inferiore ai 14 ha un animale domestico, ma la quota scende al 23% se consideriamo i cani). Le famiglie con animali domestici, invece, sono più di 9 milioni – più di 5 milioni se consideriamo solo i cani.
Né i cani né i bambini votano. Ma le famiglie con un cane sono di più di quelle con un bambino piccolo, sotto il 14 anni. E solo poco più di una famiglia su cinque, circa, tra quelle con bambini ha un cane. Insomma, gli interessi sono abbastanza contrapposti. Abbiamo capito chi conta di più dal punto di vista elettorale. Forse però varrebbe la pena di avere dei parchi puliti e vivibili. Per tutti.
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